Firenze: il centro antiviolenza Artemisia è stato intitolato anche a Nicoletta Livi Bacci

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FIRENZE (di Marta Del Nero) – Lo scorso mercoledì 5 aprile, in occasione del terzo anniversario dalla sua scomparsa, il centro antiviolenza Artemisia di Firenze è stato intitolato a Nicoletta Livi Bacci, cofondatrice del centro nel 1991 assieme all’ex assessore alla Pubblica istruzione del comune di Firenze, Catia Franci, cui l’associazione era già stata dedicata.

Oltre che esserne fondatrici, sia Nicoletta Livi Bacci che Catia Franci ricoprirono con dedizione il ruolo di presidente dell’associazione di promozione sociale-Onlus: la Franci ne fu a capo per prima per poi passare il testimone alla Livi Bacci che rivestì l’incarico per diciassette anni.

Nella giornata di mercoledì, quindi, si è tenuto lo scoprimento della targa con i nomi delle due fondatrici per rendere omaggio alla loro tenacia e all’ impegno profuso nel sostegno e nell’assistenza offerti a donne e bambine vittime di abusi, violenza domestica e maltrattamento psicologico.

Il centro Artemisia fu, dunque, il punto di arrivo di un lungo percorso intrapreso dalla Franci e dalla Livi Bacci, impegnate precedentemente nella lotta alla violenza femminile attraverso altri e molteplici canali.

Ne sono un esempio il gruppo stabile presso Palazzo vecchio, promosso dall’ex assessore nel 1988, volto ad affrontare la tematica della violenza in tutte le sue forme, e “la Libreria delle Donne di Firenze”, uno dei centri più dinamici per la diffusione di una nuova cultura e della parità di genere, fondata dalla Livi Bacci negli anni’80.

Nicoletta Livi Bacci fu, inoltre, promotrice dell’associazione nazionale D.i.Re (composta di 62 centri antiviolenza in tutta Italia), attività che assieme ad Artemisia le valse nel 1999 il Premio Nazionale per la solidarietà nonché il Fiorino D’Oro, massima onorificenza attribuitale dal Comune di Firenze, nel 2003.

Alla scomparsa della Livi Bacci, avvenuta in seguito ad una malattia fulminante, l’allora vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, ne rimpiangeva la perdita, ricordandola come “una donna sempre impegnata nell’associazionismo in difesa dei più deboli”, mentre la presidente di Artemisia, Roberta Gavagna, commentava: “una perdita insostituibile, ma lascia dentro di noi la sua forza.”

Ed è proprio la forza il filo conduttore che unisce tutte le donne coinvolte nei fenomeni di violenza, come l’insignita del titolo del Centro, Artemisia Gentileschi; prima donna nella storia a denunciare l’uomo che l’aveva violentata e ad affrontare un processo per stupro.

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