Francesco De Pasquale, il neo sindaco di Carrara ai microfoni di TGregione.it

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CARRARA – ( di Daniela Marzano ) – La tornata amministrativa di Carrara si è conclusa con un ballottaggio che ha sancito la vittoria del Movimento 5 Stelle, dopo circa 70 anni di amministrazione di centrosinistra e in netta contro-tendenza con la situazione nazionale.

Incontriamo il neo-eletto sindaco Francesco De Pasquale, classe ’62, paladino della storia e dell’ambiente, a capo di una giunta giovane e di una maggioranza di consiglieri quasi tutti alla prima esperienza politica.

Si può definire una vittoria schiacciante. Se lo aspettava un risultato del genere?

Diciamo che ce lo auguravamo, nel senso che la città di Carrara era di fronte a un bivio: o procedere con le amministrazioni di sinistra o centrosinistra susseguitisi dalla repubblica ad oggi, o dare una svolta netta all’amministrazione della città. La svolta netta c’è stata, avrebbe potuto essere anche più forte nel senso che l’abbiamo ottenuta al secondo turno col ballottaggio, ma fortunatamente il messaggio è stato abbastanza chiaro, come si evidenzia dalle tante congratulazioni che mi sono arrivate in questi primi giorni.

E’ importante secondo me perché questo permette all’amministrazione di presentarsi in una maniera ben precisa nei confronti di posizioni consolidate e ormai antistoriche. Un conto è essere ad amministrare la città con 10 voti in più e altro è arrivarci con queste cifre. Questo è derivato anche dalla particolare situazione di Carrara: alluvioni, cura del territorio ridotta al lumicino, problemi con la gestione del mondo del marmo, accumuli di terre alle cave che poi vengono trascinati via dalle piogge nei corsi di acqua e ovviamente si innalzano gli alvei e l’acqua scorre al di fuori dal suo spazio naturale con le conseguenze che abbiamo visto.

Quali sono stati, a suo avviso, gli errori del centrosinistra prima e di Zanetti dopo che ne hanno decretato la sconfitta?

Indubbiamente ci ha aiutato il fatto della divisione interna del PD: non si può dire che non abbia favorito il nostro successo, anche se dal mio punto di vista non è stato determinante. Degli errori che possono aver fatto non ho idea sinceramente. Loro si sono basati sul loro apparato, sul loro sistema di alleanze e di conoscenze anche perché come tutti i partiti nazionali hanno una rete capillarmente diffusa che noi non abbiamo. La nostra diffusione sta semplicemente nel nostro essere tra la gente in mezzo alla gente, dell’essere persone che fino a ieri erano persone come gli altri. Come ho evidenziato nel discorso del primo consiglio comunale, due mondi completamente diversi sono venuti a scontrarsi, in un humus come quello di Carrara caratterizzato da un lato dalle alluvioni, dall’altro di tutti gli edifici pubblici chiusi che sono tantissimi, dai palazzi storici ai teatri, al parco della Padula.

Lei ha passato 5 anni all’opposizione: cosa hanno rappresentato per lei e quali sono le cose che più ha rilevato come bisognose di intervento?

Le criticità le ho potute rilevare come membro delle commissioni marmo, urbanistica e lavori pubblici. Ho avuto modo di venire a contatto con quelli che sono i problemi fondamentali della città come la gestione delle cave, il dissesto idrogeologico, la parte urbanistica laddove si vuole continuare a edificare in zone che non sono assolutamente convenienti. L’alluvione ultima stessa ha fatto vedere che cosa significa andare a costruire in zone del territorio che sono sotto livello del mare o poco ci manca, circondate da zone più alte. Vuol dire non avere occhio per quelle che possono essere le criticità della natura, che vogliamo modificare a nostro piacimento, ma è sempre un rischio.

Quali sono i suoi rapporti con i vertici pentastellati nazionali?

Positivi. Lunedi scorso ero a Roma e abbiamo incontrato Luigi Di Maio, proprio per continuare un rapporto che era già iniziato prima della campagna elettorale e si è consolidato durante la campagna. In più abbiamo due senatrici e i rapporti sia con il ramo del Senato che la Camera sono sempre stati positivi. Del resto quando qualche anno fa abbiamo organizzato l’“InCava Tour”, abbiamo portato una ventina di senatori a Carrara, uno schieramento del genere le forze di potere locale non l’hanno mai ottenuto. In questo senso il movimento è diverso anche nella sua semplicità.

Quali sono i fattori più democratici e più antidemocratici, a suo avviso, del Movimento 5 stelle?

Gli aspetti democratici sono l’essenza stessa del movimento, che porta avanti, dove possibile, il concetto di “democrazia diretta”. Vuole essere portavoce delle istanze dei cittadini, uno strumento nelle loro mani per entrare nelle stanze della politica che i partiti tradizionali hanno occupato e chiuso in se stessi.

Fattori antidemocratici non ce ne sono, sennonché, quando si tratta di dare spazio ad un universo troppo ampio di persone e alla fine il rischio è di non riuscire a trovare la quadratura del cerchio, in quel caso lì c’è bisogno di qualche spinta ad arrivare ad una sintesi. Di “elementi antidemocratici” se n’è parlato tanto, perché c’è una pluralità veramente vasta in una forza politica che è apertissima e si nota meglio, cosa che non si nota nelle altre forze politiche che sono strutturate a monte. Anzi le fanno notare loro perché ovviamente hanno le armi spuntate nei nostri confronti e ragionano partendo da punti di vista opposti ai nostri.

Basti vedere la composizione del nuovo consiglio comunale: da una parte 15 consiglieri alla prima esperienza politica (tranne Michele Palma che è attivista di vecchia data e Daria Raffo che era candidata consigliere nella tornata precedente) e dall’altra parte tutti navigati (a parte l’ex-presidente di Amia, tutti ex-consiglieri, ex-assessori o esponenti importanti di partito). Una delle prima accusa fatte alle nostre parlamentari è l’essere delle pivelle che arrivano a fare le parlamentari, ma nel M5S non c’è una struttura di partito, solo tanta buona volontà, tanto attivismo, tanta voglia di rimboccarsi le maniche perché viviamo in un paese che non ha idea chiare su come risolvere e affrontare i problemi.

Lavoro, il problema più importante per Carrara: da dove ritiene occorrerebbe partire?

Come punto di partenza noi consideriamo 3 elementi, una specie di triangolo, ai cui vertici stanno marmo, turismo e cultura, anzi cultura, marmo e turismo. Noi vogliamo partire da qua per cambiare un po’ i paradigmi economici della città che sono sempre stati o aprire una cava o far venire un’azienda tossica (che sono le uniche disposte ad insediarsi qua perché il territorio non offre altre prospettive, a parte quelle come la Nuova Pignone che ha bisogno del porto per i moduli). Anche le idee su attività riguardanti il tempo libero si scontrano con l’inquinamento che lasciano e che troverebbero; non c’è stato ancora un disinquinamento totale delle aree che sono state espropriate per essere destinate all’industria e sulle quali ora si sta facendo speculazione edilizia. Qualcuno ha dovuto cedere a prezzi di esproprio i propri terreni e oggi su questi stessi terreni qualcuno si sta arricchendo destinandoli, più che all’industria, al terziario.

Sanità: ha parlato del problema delle nascite a Carrara, ma sicuramente sa che ci sono delle necessità più impellenti, come un PUNTO DI PRIMO SOCCORSO o l’USCITA DALL’AREA VASTA… lo ritenete possibile?

Intanto la questione sulle nascite in realtà non è la mia posizione, perché io ho semplicemente riportato quello che durante la campagna i cittadini volevano ed è stato attribuito a me. Non è questione di campanilismo, alla fine sui documenti d’identità il luogo di nascita non si toglie. In altri paesi non sono così rigidi come da noi e si può far figurare la provenienza e non il luogo fisico, su questo però è il livello parlamentare che deve dire come viene indicata la nascita dei nascituri. Nella passata consigliatura ho presentato una mozione dove chiedevo che il sindaco facesse il rendiconto del bilancio del verde dove figurano gli alberi piantati per ogni nato… ora in questi 4 anni ci è stato riferito sono nati 400 nuovi concittadini. Consideriamo che il numero minimo per avere un punto nascite è 500 si capisce che alla fine il NOA, se non avesse la quota di nascite di Carrara, dovrebbe chiudere il punto nascite. Sarebbe opportuno che il peso di Carrara, che ha strutture tutte a Massa, venisse riconosciuto. E’ stato realizzato un ospedale in una zona non a confine tra i due comuni come successo in altre parti, in una zona paludosa che necessita di idrovore per tenere asciutto il seminterrato: anche queste sono scelte politiche degli ultimi anni. Se oggi riscontriamo un certo degrado dipende anche dal mancato riconoscimento dell’importanza di Carrara che incide parecchio anche sul bilancio dell’export, un caro prezzo pagato in termini di fisionomia del paesaggio a causa dell’escavazione massiccia e che con le nuove tecnologie diventa sempre più rapida. E non si parla di coltivazioni di vite, ma di modifica della conformazione geofisica e utilizzo di uno scarto che non sempre è “lo scarto”. La materia prima va valorizzata, una scaglietta piccola può essere trasformata in un’opera d’arte o un souvenir… se non la trasformiamo in polvere. Il valore per la collettività della polvere è minimale, del souvenir è maggiore.

Ultima questione spinosa che i 5 stelle dovranno affrontare è quella degli agri marmiferi. Considerando le vostre premesse ecologiste e l’escavazione massiccia delle nostre montagne, non sottovalutando il fatto che ogni decisione in tal senso andrebbe ad intaccare interessi forti, il Comune di Carrara sarà in grado di prendere una posizione netta sulla questione?

Noi ci presentiamo nelle sedi opportune forti di una “schiacciante vittoria” o una “vittoria ampia” (ognuno nelle lettere che ricevo usa espressioni più adatte). Fondamentalmente il mondo industriale deve capire che buona parte della popolazione vuole che si metta fine a certe situazioni. Quando ieri in consiglio ho fatto riferimento che ci saranno da rilasciare le concessioni c’è stata una ovazione e non è una claque che ci siamo portati dietro. Le concessioni le prevedono le leggi, c’è poi la partita sui beni estimati che vuol dire non dovere andare all’asta, ma non sono leggi fatte da noi e noi partiamo dal presupposto che la buona amministrazione deve far rispettare la normativa. Non si può aderire al libero mercato e quando riguarda la nostra azienda non ci sta più bene. Se deve essere libero deve esserlo per tutti; facciamo in modo che il libero mercato magari non ci penalizzi sempre che la legge ci consenta di fare questo, altrimenti noi applichiamo le leggi. Questo ci chiede la legge, la costituzione e la cittadinanza e di più non abbiamo intenzione di fare.

Acqua: il caro-bollette GAIA sta scuotendo gli animi di tutto il territorio e riporta in evidenza il problema della gratuità dell’acqua, uno degli elementi importanti del programma grillino. Considerando che Virginia Raggi, del suo stesso movimento politico, ha messo una tassa sull’uso delle fontanelle in una città come Roma, lei come pensa di poter affrontare la cosa?

Indubbiamente Gaia per noi è un carrozzone che non abbiamo voluto e che non vogliamo. Ovviamente per poter uscire da GAIA ci sarà bisogno di una nuova legge. Noi ci auguriamo che nel 2018 il popolo italiano prenda consapevolezza di dove ci stanno portando i partiti tradizionali. Io l’ho detto tante volte in questa campagna e continuo a ribadirlo: se vogliamo risolvere determinate situazioni bisogna cambiare.

Un altro problema nazionale, che ricade nella dimensione locale, è quella dell’accoglienza e dell’assistenza ai migranti, che ultimamente sta sollevando aspre polemiche da parte della cittadinanza. Il Comune di Carrara sta pensando a un piano di inclusione che armonizzi la convivenza?

Si, la nostra intenzione, visto che abbiamo tante cose da sistemare in città e a questi punti i migranti li abbiamo, l’idea è di potere fare in modo di farli dedicare anche se volontariamente e con molti limiti, a delle attività che possano portare vantaggio per tutti.

L’affluenza non dipende da noi, il ministero assegna quote a ogni Comune, non siamo noi a dire si o no o ma. Si cerca di distribuirli in modo diffuso nel territorio per evitare creare ghetti ed è importante fare in modo che la convivenza sia più fruttifera per tutti. Le migrazioni di popolo, non dimentichiamolo, ci sono sempre state. Io sono insegnante di storia, i popoli si sono sempre mossi. Bisogna fare in modo che gli spostamenti vengano armonizzati e gestiti nel modo migliore per creare sistemi e incontri i più favorevoli possibili. Carrara è sempre stata città di frontiera, ha sempre ospitato artisti di tutto il mondo: occorre fare in modo che il sistema dell’accoglienza funzioni nel modo migliore e dia soddisfazione a chi c’è già e a chi arriva. Vanno trovate nuove attività, nella filiera corta non solo delle cave ma anche dell’agricoltura: ci sono spazi che hanno bisogno di essere aperti, anche nella previsione del dissesto idrogeologico. Coltivare le colline permetterebbe sostegno economico, ma anche di effettuare controllo sul territorio in vista dei cambiamenti climatici e a salvaguardia dei rischi idraulici.

Lei è insegnante, dopo un passato come impiegato di banca: due mondi diversi, con possibilità finanziarie diverse. Cosa potrebbe fare il Comune per una scuola più moderna e innovativa, sempre carente di risorse?

Il problema grosso della scuola è la messa in sicurezza degli edifici. Purtroppo l’unica messa in sicurezza riguarda soltanto i soffitti e i solai. Abbiamo ancora da sistemare i certificati di prevenzione incendi, ancora fare tantissimo sulla vulnerabilità sismica. La prima cosa è mettere in sicurezza i nostri figli, dopo penseremo anche ai banchi.

Il De Pasquale di ieri e il De Pasquale di oggi: in cosa è cambiato?

In questi 5 anni mi sono diviso tra politica e insegnamento scolastico. Però in questi 5 anni mi sono reso conto che l’amministrazione ha bisogno di un cambio di rotta e noi oggi contiamo di rappresentarla in modo deciso e continuo.

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