Freddato a colpi di pistola, l’omicida resta in cella guardato a vista

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LUCCA – ( di Letizia Tassinari ) – Udienza di convalida per Massimo Donatini. Il gip Riccardo Nerucci, al termine dell’interrogatorio di garanzia, ha deciso: pur non convalidando il fermo, non sussistendo il pericolo di fuga,  l’omicida, che due giorni fa ha freddato sotto casa il capo reparto Francesco Sodini con 13 colpi di pistola per poi costitutirsi dai Carabinieri ( leggi anche: (leggi anche: Ucciso all’alba a colpi di pistola, l’assassino si costituisce, L’omicida ha infierito sul corpo: sei – sette colpi sparati quando la vittima era a terra Interrogatorio in carcere per il killer: Massimo Donatini ha risposto a tutte le domande del Pm e Agguato mortale, il movente non convince: domani udienza di convalida del fermo e autopsia ), dopo aver confermato la versione resa sia in Caserma dai militari dell’Arma che davanti al pm, resta in carcere a San Giorgio, guardato a vista e in cella di isolamento, respingendo la richiesta di domiciliari della difesa. I riscontri sul movente, non chiaro, proseguono da parte della Squadra Mobile e dei Carabinieri anche se sembra ormai certo che a scatenare il raputs omicida siano state le telecamere installate alla Lucart e che l’assassino ha interpretato come una sorta di controllo verso se stesso. Di li la decisione, al rientro dal ponte pasquale, di far fuori chi, secondo Donatini, sarebbe stata la causa del suo futuro licenziamento, impossessarsi della Glock del padre,  andare sotto casa della vittima e sparargli 6 colpi a bruciapelo, infierendo sul corpo ormai esanime con gli altri rimasti in canna.

 

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