Furti a gogo’ e volanti in azione a Livorno: un arresto e refurtiva recuperata

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LIVORNO – Nel pomeriggio di ieri, veniva richiesto l’intervento della volante presso l’esercizio commerciale Bershka in quanto il personale addetto alla vigilanza aveva fermato una donna  rea di un furto.  La responsabile del punto vendita riferiva alla pattuglia di averla fermata immediatamente oltrepassato le casse in quanto era entrato in funzione il dispositivo antitaccheggio presente nel negozio. Agli operatori di polizia, la responsabile faceva anche notare che la donna stava ancora indossando un capo di abbigliamento di proprietà di negozio (nella fattispecie un vestito) non pagato, e che nella borsa aveva altri articoli, sempre non pagati.La donna fermata veniva identificata per T.L ., 24enne di Belluno, ed ammetteva di aver prelevato e indossato prima di usc ire il vestito, senza pagarlo. Inoltre all’interno di una borsa in uso alla ragazza venivano rinvenuti altri capi d’abbigliamento(una pelliccia di colore beige, due paia di calze nere ) per un valore totale di circa euro 110 oltre ad un paio di tronchesine.  I capi, tutti privi del dispositivo antitaccheggio venivano restituiti alla responsabile del negozio, la quale constatava che nel tentativo di asportare tale dispositivo i capi venivano danneggiati in maniera irreparabile e pertanto risultavano invendibili. T.L. veniva pertanto arrestata per il reato di furto aggravato e trattenuta presso le celle di sicurezza della questura in attesa del processo per direttissima.

Nella serata invece le volanti intervenivano in  via Del Limoncino presso un’ area  camper denominata per effettuare un sopralluogo di furto. La pattuglia constatava unitamente ai  numerosi proprietari dei camper presenti , i quali erano stati avvisati telefonicamente dal sistema di allarme presente sui loro veicoli e si erano portati presso il rimessaggio, che ignoti avevano danneggiato alcuni veicoli  (circa  15) e asportato le apparecchiature elettroniche presenti a bordo quali televisori e navigatori. Gli autori , si introducevano all’interno della rimessa  presumibilmente passando attraverso un corso d’acqua che costeggia dei terreni che affacciano nella vicina via della Valle Benedetta poiché il personale operante rinveniva abbandonato lungo il corso d’acqua, parte della biancheria trafugata all’interno dei camper. Il successivo sopralluogo permetteva di rinvenire all’interno di uno dei  camper danneggiati, buona parte dei beni trafugati e pertanto i proprietari li presenti ne rientravano immediatamente in possesso mentre il materiale non riconosciuto veniva custodito sino all’arrivo sul posto dei legittimi possessori.

 

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