Gara per TPL – Mugnai (FI): “Prima di toccare i lavoratori, si taglino Cda e ridondanze dirigenziali”

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REGIONE TOSCANA – «Sul trasporto pubblico locale, prima di toccare personale e organici si taglino i consigli di amministrazione e le ridondanze dirigenziali»: benché in una declinazione in tre quesiti, questa è la sostanza di ciò che il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai chiede alla giunta regionale con un’interrogazione a risposta scritta che punta a tutelare i livelli occupazionali nel settore del trasporto pubblico locale attualmente oggetto di gara unica regionale.

E il nocciolo della questione è proprio quello: a fronte di dichiarazioni che parlano di garanzie per i posti di lavoro (il settore occupa attualmente 5.455 addetti) e di nuove assunzioni a partire dal 2018, c’è però da parte della francese Ratp un ribasso nell’offerta di circa 3 milioni di euro l’anno. Le due cose mal si conciliano. Per questo Mugnai ha deciso di esporre le sue perplessità alla giunta regionale tramite un’interrogazione in cui sottolinea con biasimo, tra l’altro, la prospettiva di cessione all’estero di un segmento economico-produttivo importante per la Toscana quale il trasporto pubblico su gomma. Tornando alla tenuta del tessuto occupazionale, Mugnai spiega che «se si escludono i primi due anni di servizio per cui la gara vincola il vincitore a mantenere gli attuali livelli occupazionali, dal terzo anno, anziché assumere come dichiarano ai giornalisti, Ratp potrebbe avviare una imponente opera di tagli al personale che nell’arco degli 11 anni ridurrebbero il numero totale di oltre 1000 unità, cioè di oltre il 18%. In particolare: al 3° anno gli occupati scenderebbero a 5000, 455 occupati in meno (256 addetti al movimento; 46 addetti alla manutenzione; 153 amministrativi); al 6° anno gli occupati potrebbero diventare 4776 e all’8° potrebbero scendere addirittura a 4486».
Serve chiarezza di prospettiva. Per questo il Capogruppo di Forza Italia domanda alla giunta di sapere «quali soluzioni per evitare la riduzione del numero degli occupati del settore potrebbero essere messe in campo» e quali invece « per far sì che i ‘cambi di mansione’ e i possibili spostamenti degli autisti in altre zone della Toscana non camuffino veri e propri tagli di personale che possano comprendere anche i primi due anni di servizio». Infine, Mugnai domanda «se prima di prevedere tagli o strumentali mobilità di personale si sia pensato a riduzioni drastiche di Cda, figure dirigenziali dell’azienda e relativi compensi nonché posizioni dirigenziali spesso sovrapposte quindi inutili».

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