Giornata Mondiale per la Lotta all’Aids 2014. Ritorna il progetto “Ultimora”

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LUCCA – Scuole ancora protagoniste nell’ambito del progetto-concorso “Ultimora-Multimedialucca per la Lotta all’Aids”, che riparte oggi (lunedì 1° dicembre), nella sua terza edizione, nella sede di Palazzo Ducale a Lucca. Il progetto, rivolto agli studenti delle scuole superiori della provincia di Lucca, si inserisce negli eventi previsti in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta all’Aids, che da anni vedono la collaborazione dei soggetti istituzionali e del privato sociale. L’iniziativa è promossa in particolare da: Azienda USL 2 Lucca, “DiTestaMia-Health Promoting Guys”, Azienda USL 12 Viareggio, Ce.I.S. Gruppo “Giovani e Comunità”, CeSDoP, CESVOT, Comuni di Lucca e Capannori, Provincia di Lucca, “Squarciagola-La voce dei giovani” e Anlaids.

I mediapartner dell’iniziativa sono: Il Tirreno, La Nazione, Lo Schermo e Noi TV.

Il progetto è stato presentato questa mattina (lunedì 1 dicembre) a Palazzo Ducale, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, la vicesindaco del Comune di Lucca, Ilaria Vietina, il Direttore sanitario dell’Asl 2 di Lucca, Lorenzo Roti, il dottor Michele De Gennaro, infettivologo della struttura complessa di malattie infettive dell’ospedale ‘San Luca, Maria Vittoria Sturaro, dirigente dell’Asl 12 di Viareggio e Chiara Bertolozzi, responsabile della Casa famiglia ‘Mons. Agresti’ gestita dal Ceis.

Il progetto “Ultimora”

La lotta all’Aids è una realtà che trova risposte nell’informazione e nella consapevolezza; la prevenzione è un’arma; la solidarietà e l’assunzione di responsabilità sociali un dovere di tutti. Intendendo affrontare questo tema, il progetto mette al centro la comunicazione sociale, come strumento di informazione, dialogo, partecipazione e i giovani, come attori privilegiati di una realtà in divenire che si appresta al domani.

“Ultimora” intende realizzare un percorso di conoscenza e approfondimento del tema Aids e di svilupparlo come progetto di comunicazione sociale. La campagna, coinvolgendo quattro istituti della nostra provincia e circa 150 studenti, vuole rendere protagonisti i giovani e attraverso loro diventare occasione di informazione e sensibilizzazione per l’intera cittadinanza.

A questa edizione di “Ultimora” hanno aderito quattro scuole superiori, in rappresentanza degli istituti presenti nella Piana di Lucca, Valle del Serchio e Versilia.  Più precisamente:

  • due Istituti area Lucca/Piana:  ISI “Pertini” Lucca, ISISS Piana di Lucca-IT “Benedetti” Porcari
  • un istituto area Mediavalle-Garfagnana: ISI Barga- IT “Ferrari” Borgo a Mozzano
  • un Istituto area Versilia: Liceo Scientifico “Barsanti e Matteucci” Viareggio

L’iniziativa prende avvio con una fase di formazione articolata in incontri distribuiti nel periodo tra dicembre 2014 e febbraio 2015. Successivamente, si svilupperà la fase del concorso: gli studenti produrranno articoli giornalistici, spot audiovisivi e vignette che verranno diffusi e pubblicizzati grazie al contributo dei mediapartner. La formazione sui temi del progetto sarà curata da alcuni esperti delle Aziende USL 2 Lucca,  USL 12 Versilia e del Ce.I.S., che di questa problematica sociale si occupa da molti anni con una casa di accoglienza per malati di Aids e progetti di cooperazione internazionale.

Il progetto-concorso si concluderà con la premiazione degli elaborati (nel dicembre 2015) valutati da una commissione di esperti. I siti di “Squarciagola” e “Di Testa Mia” organizzeranno una votazione popolare degli elaborati, tramite forum online.

Come avviene da diversi anni, anche quest’anno sarà fatta la distribuzione di materiale informativo e profilattici presso alcuni locali pubblici. I locali che hanno aderito alla campagna sono: Centro Fitness “Qbo Club”, “Kuku” Disco, “Mc Culloughs” Irish pub, “Nicola’s”, “Ottavo Nano”, “T-Caffè”.

La distribuzione sarà fatta anche presso “Il Cantiere”, frequentato luogo di aggregazione giovanile (via del Brennero 673). Le ditte “Durex”, “Condomizzati” e “Masculan” sostengono la campagna con la fornitura di profilattici.

Qualche dato sanitario sulla diffusione dell’AIDS

Al novembre 2014  presso la Struttura Complessa di Malattie Infettive ed Epatologia di Lucca adesso all’Ospedale “San Luca” (fino al 17 maggio 2014) al “Campo di Marte” sono stati diagnosticati   22 nuovi casi da infezione da HIV di cui 3  notificati come casi di AIDS di cui 1 deceduto, con un incremento   di circa il 30 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (gennaio-novembre 2013). Si è notata  una perfetta suddivisione fra maschi e femmine ed una età media tendenzialmente più alta per i maschi (46 anni) ma in linea con i dati nazionali per le femmine (39 anni). Le modalità di infezione sono state nel 100% per via sessuale (etero- omosessuale)  ed in circa la metà dei soggetti la diagnosi tardiva e la  compromissione del  quadro clinico ha reso necessario la prescrizione di terapia antivirali. Dal 2010 le sole nuove infezioni hanno determinato un aumento di oltre il 20% dei pazienti seguiti presso la stessa struttura.  Si tratta di un quadro certo non confortante, che avvalora una sostanziale stabilizzazione dell’incidenza dei nuovi casi senza alcun segno di rallentamento così come dimostrano anche i dati nazionali del Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità.

Permane ancora una scarsa percezione del rischio con la tendenza a sottoporsi al test in caso solo di sintomi sospetti di infezione e quindi spesso già in fase avanzata di malattia. Questo aspetto evidenzia come  la diffusione dell’HIV è alimentata da coloro che, senza utilizzare misure di prevenzione come il preservativo,  inconsapevolmente contraggono l’infezione ed altrettanto inconsapevolmente la trasmettono creando un serbatoio apparentemente inesauribile.

Ancora molto c’è da fare a livello preventivo: sono indispensabili campagne di informazioni che trasmettano messaggi utili alla conoscenza delle modalità di trasmissione, all’utilizzo dei mezzi di barriera e all’approccio sistematico ad effettuare il test HIV al minimo sospetto di comportamento a rischio.

 Prevenzione, ma non solo

Anche se nel mondo occidentale le cure ci sono e la qualità della vita per gli ammalati è decisamente migliorata, l’AIDS continua ad essere un problema sanitario di grande rilevanza, come testimoniano i dati registrati a Lucca in questo 2014. C’è un’importante arma per impedire che l’HIV si insinui nella nostra vita: la prevenzione.E’ bene ricordare che il virus HIV è insidioso e pericoloso perché rimane nascosto nelle persone contagiate senza dare segni di malattia per molti anni. In questo lungo periodo i soggetti sieropositivi non sanno di esserlo e possono contagiare, senza volerlo, altre persone. Nell’ultimo decennio è cambiato in maniera significativa il tipo di trasmissione.

Come confermato dai dati relativi alla provincia di Lucca, oggi il contagio avviene quasi esclusivamente per via sessuale, con la modalità eterosessuale che è la più frequente. Ciò significa che l’HIV può interessare chiunque. Ancora oggi un numero consistente di soggetti arriva tardi ad avere una diagnosi, quando la malattia è già conclamata, e spesso la persona scopre allo stesso tempo di essere sieropositiva e di avere l’AIDS. Nell’ambito dei nuovi casi, molte infezioni sono comunque recenti. Il virus quindi circola attivamente, trasmesso attraverso persone che non sono consapevoli di essere sieropositive  e che hanno rapporti sessuali non protetti in relazioni promiscue.

Non bisogna avere paura di sottoporsi al test, per il quale – è bene ribadirlo – viene sempre e comunque garantito l’anonimato. Uno dei principali problemi è infatti che si arriva tardi a sottoporsi al test (e quindi alla terapia) per paura di essere discriminati e per ignoranza. Non solo prevenzione, quindi. E’ necessario anche lottare contro l’emarginazione e la discriminazione.

Spesso, pur di esorcizzare le paure, preferiamo allontanarle da noi, spostandole verso mondi diversi, di spazio o di genere: Africa, tossicodipendenti, omosessuali, prostitute… Proprio per questo, non si può abbassare la guardia di fronte all’aumento dei casi tra gli eterosessuali tra i 35 e 50 anni, socialmente integrati e “normalizzati”; di fronte ai giovani che rimuovono il problema forti della percezione di invulnerabilità che hanno di sé; ad un “consumo” della sessualità poco consapevole in fasce di età sempre più basse; a chi, pagando sulla propria pelle le conseguenze della malattia, vive quotidianamente una condizione di discriminazione; ad un modello di globalizzazione, che esclude dall’accesso ai farmaci chi ne ha più bisogno, come i paesi subsahariani.

Il fenomeno richiede anche oggi un impegno sociale alto, rendendo capillare l’informazione, educando a comportamenti sani, assicurando alle persone ammalate una giusta qualità della vita e il diritto all’accesso alle cure, sfatando il pregiudizio, promuovendo la cooperazione internazionale. La Giornata Mondiale per la Lotta all’Aids, che si celebra in questo 1° dicembre, rinnova il significato di questo impegno ma il richiamo a fronteggiare la malattia deve spendersi nel quotidiano, non esaurirsi in questa giornata alla quale è comunque fondamentale continuare ad attribuire un alto valore simbolico.

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