Gorgona, Gazzarri: “ Serve una nuova gara per consentire il collegamento con la terraferma”

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LIVORNO – La Gorgona non può continuare ad essere un’isola dalla bellezza disarmante e sconosciuta ai più, impossibilitati ad accedervi se non con le motovedette della Polizia Penitenziaria che, all’occorrenza, scortano gli agenti della polizia, i loro famigliari e chiunque abbia necessità di approdarvi per motivi di lavoro. La Gorgona ha enormi potenzialità, una naturale vocazione turistica da coltivare con progetti ad hoc che possano prevedere il pieno reinserimento del detenuto nella vita sociale e lavorativa . Per questo garantire  quel principio di continuità territoriale, ad oggi totalmente disatteso,  che possa collegarla con la terraferma, è quanto mai prioritario”. Questo il commento della Capogruppo regionale di Toscana Civica Riformista, Marta Gazzarri, sbarcata sull’isola pochi giorni fa per un sopralluogo e firmataria di un’interrogazione urgente che chiede alla Giunta di attivarsi per risolvere le evidenti problematiche del collegamento marittimo. “Grazie all’impegno della Regione- ha spiegato Gazzarri- dopo un anno di interruzione del servizio di collegamento con la terraferma, era stato firmato nel 2012, un protocollo tra la Toremar e la Casa di reclusone della Gorgona con l’obiettivo di tornare a garantire il trasporto e lo sbarco sull’isola dei famigliari dei detenuti, del personale penitenziario, dei residenti e dei visitatori. Da aprile 2014 però questo servizio è stato nuovamente sospeso  per motivi di sicurezza nello sbarco e la gara di affidamento del servizio di trasporto, indetta dal Comune di Livorno per garantire un minimo di 3-4 viaggi a settimana, è stata totalmente disertata. Probabilmente nessuno crede vantaggioso in termini economici scommettere su questo importante servizio. Forse in troppi ignorano le potenzialità della Gorgona ed è per questo che ritengo prioritario investire su un progetto turistico in grado di rilanciare l’isola. Il direttore della Casa circondariale, Carlo Mazzarbo, ha già avviato un progetto che consente la presenza sull’isola a 75 persone per quattro giorni a settimana, alle quali viene offerto un soggiorno a contatto con la natura, visite guidate e degustazioni di cibi a cura dei detenuti stessi. Un progetto ambizioso che deve poter essere sviluppato e che potenzialmente farebbe incrementare il numero dei visitatori”. “Serve – ha poi concluso- una nuova gara di affidamento del servizio di collegamento marittimo e una seria progettualità per lo sviluppo turistico dell’isola. Mi auguro che la Regione faccia la sua parte in questa importante partita”.

1 comment

  1. Antonio brindisi 16 dicembre, 2014 at 09:13 Rispondi

    Tutti parlano di Gorgona senza saperne niente. il problema dell’isola non è il carcere ma la scomparsa del paese dei gorgonesi e degli stessi gorgonesi, a cui viene impedito anche di accedere alle loro case, viene profanato il cimitero e non sono inseriti in nessun progetto che riguardi il loro ambiente e la loro storia. Senza il coinvolgimento dei gorgonesi non si va da nessuna parte. Se volete fare qualcosa rimettete la corsa Toremar e firmate la petizione per chiudere questo inutile e dispendioso carcere su http://www.ilgorgon.blogspot.com.

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