A Grosseto nove diabetici in attesa di infusore e non si vede la fine: Mugnai (FI) interroga la giunta regionale

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GROSSETO – Sono nove i pazienti diabetici che a Grosseto sono da tempo in attesa dei loro infusori di insulina, tra rinvii e ritardi che si rinnovano da una settimana all’altra. Che si aspetta? E perché, poi? E’ attorno a questi quesiti che si sviluppa l’interrogazione presentata oggi in Consiglio regionale dal Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (capogruppo FI) e rivolta ai vertici della giunta regionale. L’iniziativa prende le mosse dal caso di Grosseto segnalato oggi dalle cronache locali, ma alla luce di questo Mugnai vuol sapere anche quale sia la situazione nell’intera area vasta sud-est e se esistano casi analoghi.

Ma ecco come l’esponente di Forza Italia riassume la vicenda nel suo atto: «A quanto si apprende dalla stampa, 9 pazienti diabetici della provincia di Grosseto sono in attesa da diversi mesi degli infusori di insulina. Il nuovo modello di infusori, senza catetere, non dovrebbe più rientrare nella lista dei dispositivi medici che l’Azienda sanitaria acquista direttamente dalla piattaforma regionale Estar. La spesa privata out of pocket per il paziente che decide di aderire alla terapia col nuovo modello è di circa 250 euro al mese».

Ciò premesso, Mugnai ritiene «opportuno verificare quale sia il problema per l’Azienda sanitaria sud est relativamente all’acquisto dei nuovi modelli di infusori di insulina per i pazienti diabetici». Da qui i quesiti, con cui si chiede alla giunta di chiarire in forma scritta «se i nuovi modelli di infusori possano rappresentare una terapia più efficiente» e «se rientri nella lista dei dispositivi medici acquistabili tramite le gare dell’Estar e quanto costi una singola unità», spiegando anche «in caso di risposta affermativa perché non si procede all’acquisto di questi nuovi modelli» o «in caso di risposta negativa il perché». Infine, il Vicepresidente della Commissione sanità chiede di sapere «quanti sono i pazienti diabetici che necessitano di questi dispositivi in tutta la Asl area vasta sud est e anche in tutta la Toscana».

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