“Ho sparato io”, il cacciatore si costituisce e finisce in carcere accusato di tentato omicidio

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COREGLIA ANTELMINELLI  – Si è costituito, presentandosi spontaneamente dai Carabinieri. Ha suonato il campanello della Caserma e ha confessato: “Ho sparato io”. Ha un nome e ache un volto il cacciatore scappato dopo aver sparato con il suo fucile da caccia alla gola di Gianfranco Barsi, ferito gravemente e ricoverato a Cisanello ( LEGGI ANCHE: Cacciatore spara alla gola a un uomo in un uliveto e fugge ).  Si tratta di un 58enne di Ghivizano,  Marco Zappelli, che si è costituito. Su disposizione del Pubblico Ministero Antonio Mariotti, titolare del fascicolo di indagini, con l’accusa di tentato omicidio, il cacciatore è finito in cella al carcere di San Giorgio a Lucca, alla fine di un lungo interrogatorio. Costretto a costituirsi, da quanto trapelato, su di lui, dopo varie testimonianze nel mondo della caccia, il cerchio si era infatti stretto anche grazie ad una sorta di identikit: capelli bianchi e sui 50 anni. Una reazione violenta quella del cacciatore all’invito del contadino di allontanarsi dal suo oliveto, che ha fatto fuoco ferendo gravemente Barsi che si è accasciato in una pozza di sangue, e altri due colpi esplosi verso il figlio 18enne che solo per un miracolo non è stato colpito, riuscendo a scappare.

Restano stabili le condizioni di Gianfranco Barsi che però rimane ricoverato in prognosi riservata.

 

 

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