I presidenti provinciali della Cna di Lucca e Massa Carrara intervengono sulle prospettive del prospetto lapideo

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La discussione relativa al provvedimento della variante paesaggistica al PIT ha visto focalizzare il tema dell’attività estrattiva in Toscana; senza entrare nel merito delle polemiche e della natura stessa di quello che sarà il deliberato del consiglio regionale vorremmo svolgere alcune considerazioni.

In particolare ci preme segnalare con forza il timore legato al comparto della filiera lapidea; questo settore si caratterizza per un significativo ruolo e dinamismo con un distretto industriale quello Apuano tra i più importanti al mondo

La filiera lapidea, comprendente le attività di estrazione e lavorazione di pietre, nonché di produzione di beni strumentali, costituisce una delle industrie che maggiormente caratterizzano il sistema produttivo toscano.

Stiamo parlando di una specializzazione storica che trae origine dalla presenza delle materie prime nel territorio regionale, principalmente dei marmi nel distretto apuo-versiliese, nella Provincia di Massa e Carrara e nella provincia di Lucca –comprendente i comuni di Carrara, Fivizzano, Massa, Minucciano, Montignoso, piazza al Serchio, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema, Vagli di Sotto. Oltre al distretto del marmo apuo-versiliese vi sono in Toscana altri siti di estrazione e lavorazione di pietre, quali quello dell’alabastro di Volterra (PI), il travertino di Rapolano (SI)il giallo della montagnola senese (SI), ed altri localizzati nelle aree dell’Amiata e dell’Appennino.

I materiali, estratti e lavorati, sono spesso di alta qualità e destinati all’uso ornamentale e all’edilizia.

Si tratta, dunque, di un insieme di settori la cui localizzazione è determinata fondamentalmente dalla presenza di materie prime, attorno alle quali si sono sviluppate le attività relative alle varie fasi della filiera, che possono essere identificate come le seguenti: preparazione del sito ed estrazione dei materiali, lavorazione, commercializzazione.

Inoltre vi sono alcuni comparti accessori, quali la produzione di macchinari per l’estrazione e la lavorazione, che si sono sviluppati in modo particolare nel distretto lapideo apuo-versiliese.

Considerando le fasi di più immediata identificazione, ossia le attività di estrazione, di lavorazione e di produzione di macchinari, il comparto lapideo occupa circa 8mila addetti in tutta la Toscana, per un totale di circa 2500 imprese (dati ISTAT, anno 2010), dei quali circa due terzi (5400) nelle attività di lavorazione, 1400 (18%) nell’estrazione e 1200 (15%) nella produzione di beni strumentali legati alla filiera lapide

Le attività di estrazione e di lavorazione di minerali generano un valore aggiunto di circa un miliardo di euro, di cui circa tre quarti nelle attività di lavorazione e un quarto nelle attività di estrazione. Si tratta di circa l’1% del valore aggiunto totale regionale.

Il peso della filiera è assai più elevato nelle province di Massa-Carrara e Lucca, dove estrazione e lavorazione di minerali concorrono rispettivamente al 4% e al 2% del valore aggiunto provinciale totale, e al 27% e all’8% delle quote di valore aggiunto rispetto alle rispettive industrie provinciali: si tratta di dati che ben evidenziano il ruolo determinante dell’industria lapidea per le economie locali, soprattutto nella provincia di Massa-Carrara, dove si registra la presenza di circa 100 imprese di estrazione (110 cave), 500 di lavorazione, 550 nelle attività commerciali e 55 nella meccanica relativa all’industria lapidea.

In seguito all’approvazione della variante al Piano Paesaggistico da parte della Regione Toscana, le CNA di Massa Carrara e di Lucca ritengono indispensabile la formulazione delle osservazioni, al fine di apportare delle modifiche che tengono conto delle nostre specificità, tramite il coinvolgimento di tutte associazioni imprenditoriali, sindacali e della cooperazione, nonché del coordinamento delle imprese Lapidee Apuo-Versiliesi.

Oltre alla problematica della variante paesaggistica, crediamo sia venuto il momento di aprire, tra tutti i soggetti associativi, un serrato confronto per avanzare proposte e idee di rilancio di questo settore.

La nostra proposta è quello di una convocazione degli stati generali del settore che portino ad avanzare alla Regione Toscana e a tutti i soggetti istituzionali interessati un progetto, che parta dall’esistente (PIS lapideo della Regione Toscana, proposta di piano del Distretto Lapideo) per definire una politica industriale in grado di recuperare il tempo perso.

Nei prossimi giorni, intendiamo proporre un incontro alle associazioni e al coordinamento delle imprese, per affrontare le tematiche sia delle osservazioni, che delle prospettive del settore lapideo.

CnaLapideo

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