I primi colpi sono stati mortali: l’autopsia conferma le prime ipotesi

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LUCCA – ( di Letizia Tassinari ) – Lesioni multiple a organi vitali. E i primi colpi sparati a distanza ravvicinata, 3 massimo 4 metri, da Massimo Donatini a Francesco Sodini sono stati mortali. Ne è certo il medico legale dottor Stefano Pierotti che nel pomeriggio ha eseguito l’autopsia su incarico del Pubblico Ministero Antonio Pierotti.  Confermata l’ipotesi delle prime ore che l’assassino abbia infierito sparando sei o sette dei tredici colpi di pistola quando ormai Francesco Sodini era già a terra in una pozza di sangue ( leggi anche: L’omicida ha infierito sul corpo: sei – sette colpi sparati quando la vittima era a terra). Spari a distanza ravvicinata, e il numero dei fori è superiore ai colpi di arma da fuoco, motivo per cui l’anatomopatologo ha sottoposto il cadavere ad una tac, per avere quadro piu completo. Le ferite mortali quelle alla nuca, all’addome e alla schiena, con spari dall’alto quando la vittima era ormai accasciata e priva di sensi. Un omicidio di una violenza inaudita quello avvenuto all’alba di due giorni fa a Lucca ( leggi anche: Ucciso all’alba a colpi di pistola, l’assassino si costituisce), per il quale il killer, Massimo Donatini,  che si è costituito presentandosi in Caserma dai Carabinieri di Cortile degli Svizzeri, consegnando l’arma da fuoco. Massimo Donatini, come deciso questa mattina dal gip ( leggi anche: Freddato a colpi di pistola, l’omicida resta in cella guardato a vista ) si trova ristretto in cella, piantonato.

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