Il contributo della Polizia nell’indagine della Dda e della Gdf

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PISA – L’indagine della DDA di Firenze, condotta dalla GdF di Firenze, che ha portato nei giorni scorsi ad eseguire 14 custodie cautelari ( leggi anche: Operazione Siesta, cocaina a fiumi: 14 arresti ), ha visto partecipe anche la Polizia di Stato. In particolare, gli uomini della Squadra Mobile pisana, al comando della dottoressa Sverdigliozzi, hanno collaborato con i militari della Gdf, per attribuire agli indagati, coinvolti nel traffico di droga, anche una serie di rapine a bar, abitazioni private e distributori di benzina avvenute tra il 2012 e il 2013.
L’attività prendeva piede a causa di un forte sospetto che, i soggetti coinvolti nel traffico di stupefacenti, fossero dediti anche alla commissione di reati predatori nel territorio di Pisa e di Pontedera. Iniziava così, una stretta collaborazione investigativa con il GOA di Firenze.
Le prime risultanze investigative, della locale squadra Mobile, mostravano come molteplici fossero le interazioni tra i soggetti in questione e come gli stessi potessero essere ritenuti credibilmente gli autori di alcune rapine commesse sul territorio, tutte compiute con analogo modus operandi, destando vivo allarme sociale.
Si trattava di rapine consumate sul territorio, caratterizzate da un’esecuzione in tempi assai rapidi, un minuto o poco più, condotte quasi sempre con l’oscurità, da soggetti travisati alla stessa maniera, talvolta armati di pistola e taglierino.

Le attività investigative svolte hanno permesso di sostenere, che uno dei sodali, con il compito di ideare, pianificare e mettere in atto le attività di natura predatoria avesse individuato gli obiettivi sensibili, assoldato persone di sua conoscenza, ritenute capaci di muoversi in tali ambiti, dettando i tempi e le modalità dell’agire; fornendo, al contempo, tutto il necessario appoggio logistico utile alla gang.
L’intera attività investigativa ha portato ad evidenziare come la perpetrazione delle rapine fosse stata certamente indotta non solo dalla volontà di reperire facile denaro per il proprio sostentamento personale, ma, soprattutto, era determinata dalla necessità di reperire denaro per finanziare la cocaina o stupefacente da importare dal Brasile, così come mostrato dalla parallela indagine per stupefacenti condotta dai finanzieri del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze.

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