Il fosso Lavello? Benedetti: “Invaso dal degrado”

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MASSA – Dopo l’esposto sulla presunta presenza di cellule terroristiche islamiche in terra massese, il consigliere dell’opposizione Stefano Benedetti ne presenta un altro. Ma questa volta le vexata quaestio riguarda l’inquinamento ambientale. Dalle foto che ha inviato alla stampa, e allegato all’esposto, si può vedere chiaramente la grave situazione in cui versa il fosso Lavello in una zona che è già stata fortemente alluvionata con gravi danni per la popolazione residente. “Ad oggi, scrive, “l’area versa in totale degrado e con la stagione invernale alle porte, il rischio che il canale possa straripare è reale, infatti, come potete notare ( le foto sono state scattate nella giornata di ieri), le canne e le sterpaglie hanno completamente invaso gli argini che sono ricoperti anche di rifiuti ingombranti abbandonati dai nomadi che vivono nella zona.  Tutto ciò riguarda la situazione di insicurezza, per la quale chiedo a nome dei residenti che ieri mi hanno accompagnato nel sopralluogo, un intervento urgente di manutenzione per eliminare,  sia lo stato di degrado assoluto, sia il pericolo in caso di calamità naturale, che nella nostra zona durante il periodo invernale è all’ordine del giorno. Faccio presente che durante il sopralluogo, abbiamo constatato la presenza di forti miasmi provenienti da due grossi tubi che scaricano nel fosso liquami di color nero provenienti dal vicino depuratore e ci troviamo all’incirca a 200-300 metri dal mare. Dalle foto che riproduco per conoscenza, si vede molto bene il colore marrone scuro dell’ acqua con la presenza di bollicine, poichè in quel preciso punto ( Ci troviamo in prossimità dell’ingresso del fosso Bozzone, diventato ormai uno stagno verde) insistono i tubi che sversano i liquami. Altra problematica che a mio avviso deve essere presa seriamente in considerazione dall’ amministrazione comunale, è quella relativa al ponticello di ingresso al depuratore, che è molto pericoloso poichè rappresenta una vera e propria strozzatura sul canale e nel merito, sarebbe doveroso intercettare e mettere a disposizione immediatamente  dei fondi per poterlo ricostruire a norma di sicurezza. Per quanto sopra, chiedo all’ Arpat di accertare il livello di inquinamento prodotto nel canale dagli scarichi del depuratore, provvedendo in caso di accertate trasgressioni delle leggi ambientali a sanzionare il gestore Gaia e al Dirigente della Protezione Civile del Comune di Massa di assumere tutti i provvedimenti ritenuti necessari per la messa in sicurezza del Fosso Lavello.

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