Il Ministero dell’Ambiente interviene sul poligono di tiro a volo di Calenzano

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FIRENZE – Il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione generale per la Protezione della Natura e del Mare ha chiesto (nota prot. n. 21896//PNM del 9 novembre 2015) alla Regione Toscana urgenti informazioni riguardo il poligono di tiro a segno sulle colline di Le Croci, nel Comune di Calenzano, “in merito al rispetto degli adempimenti previsti dall’Art. 6 della Direttiva 92/43/CEE, in materia di Valutazione di Incidenza” in quanto risultano “evidenziate criticità a livello ambientale che potrebbero generare impatto, in particolare di tipo acustico” all’interno del sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Monti della Calvana”.

Il poligono di tiro a segno di Calenzano rischia di provocare gravi responsabilità per violazione della normativa comunitaria in materia di salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali (direttiva n. 92/43/CEE), come lo stesso Ministero dell’Ambiente evidenzia alla Regione Toscana, in seguito alla specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni interventi effettuata (28 ottobre 2015) dal l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

L’impianto di tiro a volo, infatti – si legge nella nota a firma del Grlg – è stato autorizzato con il permesso di costruire n. 82 del 14 ottobre 2010 (recupero funzionale dell’ex tiro a volo mediante recupero dei vani esistenti e realizzazione di  terrapieni in terra vegetale inerbita) in assenza della preventiva e vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale, necessaria in quanto l’impianto fracassone sorge nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Monti della Calvana” (qui il relativo piano di gestione) e nell’omonima Area naturale protetta d’interesse locale (A.N.P.I.L.) di cui alla legge regionale Toscana n. 49/1995 e s.m.i. Pur interessando un’area ricadente in un S.I.C., non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale (direttiva n. 92/42/CEE, art. 5 e allegato G del D.P.R. n. 357/1997 e art. 6 del D.P.R. n. 120/2003), come han confermato sia il Comune di Calenzano che la Regione Toscana. Nel vigente piano di zonizzazione acustica comunale (deliberazione Consiglio comunale Calenzano n. 77 del 22 agosto 2009) l’area appare rientrare nella classe II (zona acustica protetta, tolleranza dei normali rumori provenienti dalle attività agro-forestali): la classe II, ai sensi del D.P.C.M. 14 novembre 1997, prevede un’emissione limite diurna di 50 dB e notturna di 40 dB. Dopo segnalazioni da parte dei residenti della zona, esasperati dalla continua fucileria in tutti i periodi dell’anno, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva coinvolto la Commissione europea, la Commissione “petizioni” del Parlamento europeo, il Ministero dell’ambiente, la Regione Toscana, il Comune di Calenzano, i Carabinieri del N.O.E. di Firenze, il Corpo forestale dello Stato, informando nel contempo la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze. Ora l’intervento del Ministero dell’Ambiente in una situazione di gravi carenze applicative della normativa comunitaria per la salvaguardia degli habitat naturali che rischia di comportare pesanti conseguenze in sede europea. Bruxelles è molto più vicina di quanto possiamo pensare. Il Governo Renzi, le Giunte regionali, gli Enti locali lo capiranno in tempo?

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