Il taglio ai Patronati colpisce i più deboli

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LUCCA – La riduzione dell’aliquota contributiva dello 0,078 inserita dal Governo nella Legge di Stabilità comporta un taglio del 40% delle risorse dei Patronati. I Patronati che prestano attività a titolo completamente gratuito anche se ricevono finanziamenti solo per il 30% delle pratiche che fanno, se questa scellerata manovra andrà avanti, saranno costretti a chiudere o a ridimensionare drasticamente l’assistenza ai cittadini e a pagare saranno soprattutto i più deboli, coloro che hanno più bisogno di assistenza e che hanno maggiore difficoltà a rivendicare i propri diritti, come i lavoratori precari, gli esodati, i pensionati al minimo. Ridurre l’accessibilità diretta da parte dei cittadini agli Enti (riducendo anche lì il personale) e tagliare le attività dei patronati non può che tradursi in un ulteriore grave attacco ai diritti e alle tutele, in coerenza con le scelte sulla libertà di licenziamento. Contro questo attacco sono già parecchie centinaia le firme che in pochi giorni sono state raccolte dall’ Inca Cgil in provincia di Lucca. Le adesioni alla petizione si raccolgono presso tutte le sedi del Patronato Inca Cgil e nei prossimi giorni verranno decise specifiche iniziative di mobilitazione per fermare in Parlamento questa pugnalata alle spalle dei cittadini. Chiediamo l’aiuto – fanno sapere dal Sindacato –  e la collaborazione di tutti i cittadini, perché riteniamo che limitare il servizio dei patronati avrà una forte ripercussione sociale sul territorio, già pesantemente colpito dalla crisi economica.

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