Immigrazione, controlli senza sosta e denunce per i garanti

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PRATO – Proseguono senza sosta le accurate verifiche dell’Ufficio Immigrazione di Prato su pratiche di emersione da lavoro irregolare  e su procedimenti di rilascio di permessi di soggiorno per motivi di protezione internazionale, presentate da cittadini stranieri. I nuovi e più recenti accertamenti hanno fatto emergere ulteriori irregolarità di specie, di rilievo penale, appurandosi nuovi casi di mendacità nelle formali dichiarazioni fornite sia dagli stranieri beneficiari delle pratiche che dai garanti italiani, sul reale impiego al proprio servizio quali assistenti familiari, badanti, addetti alle pulizie o figure similari dei cittadini extracomunitari per i quali erano stati aperti procedimenti amministrativi di sanatoria.

Le prime due vicende, speculari nelle loro dinamiche investigative, hanno come protagonisti due diversi garanti pratesi, rispettivamente un ventinovenne e un cinquantaduenne, che si prestano a fornire mendaci dichiarazioni rispettivamente a favore di un cinquantaquattrenne cinese e di un trentaduenne nigeriano, affermando trattarsi di stranieri impiegati al loro servizio.  Le verifiche più volte compiute nelle abitazioni dei due pratesi ove gli stranieri avrebbero dovuto esercitare l’attività lavorativa davano tutte esito negativo, emergendo chiaramente la falsità delle dichiarazioni fornite in sede di regolarizzazione, cosa che ha determinato la denuncia in stato di libertà di tutti e quattro i protagonisti delle due diverse vicende i reati di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, false attestazioni a P.U. sull’identità o qualità personali e truffa aggravata in concorso.

Nell’ambito invece di verifiche su pratiche di richieste di rinnovo di permesso di soggiorno per motivi umanitari, è stata appurata la mendacità delle formali dichiarazioni fornite all’Ufficio Immigrazione pratese da parte di tre cittadini stranieri, rispettivamente una ventottenne e un ventinovenne, entrambi cittadini nigeriani, che sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di uso di atto falso, nonché di un trentacinquenne pakistano denunciato in stato di libertà per il reato di false dichiarazioni a P.U. sull’identità o qualità personali, avendo il medesimo dichiarato in sede di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari  nuove generalità, dedotte dal suo passaporto rilasciato dalle autorità pakistane, diverse da quelle originariamente declinate all’atto della concessione della Protezione Internazionale nel gennaio del 2012.

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