Immigrazione: in Toscana nuovi arrivi. Contributi per i Comuni che aderiranno al Sistema di protezione

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FIRENZE  (di Alba Modugno) – Dopo i 350 migranti giunti in Toscana il mese scorso e i 96 arrivati proprio in questi giorni, la regione si prepara ad accoglierne altri, tra protocolli, soluzioni, divisioni e polemiche. Non c’è più spazio secondo alcuni, per altri invece qualcosa si può fare. “Regione satura” a detta di Donzelli, candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali, mentre “Toscana pronta” è la decisa affermazione di Enrico Rossi, Presidente della Regione.

Che gli sbarchi sembrino infiniti e che i flussi da Siria e Libia aumenteranno nel prossimo periodo, è un dato di fatto. Che la Regione Toscana si mostri parecchio divisa nelle posizioni riguardo alla questione, un altro. Donzelli si scaglia contro l’accoglienza su vari fronti, considerando i migranti arroganti per le loro scorse proteste riguardo all’inadeguatezza di alcune strutture ospitanti, e polemizzando circa la cifra dei soldi stanziati per gestire la situazione. Rossi, al contrario, non solo ha scritto al Ministro degli Interni Angelino Alfano affermando la disponibilità della Toscana all’accoglienza, ma ha anche palesemente chiesto che venga fatta chiarezza circa il ruolo delle Regioni in merito: considerare ogni Regione come uno staterello a sé stante, che può quindi prendere una posizione assolutamente arbitraria, non fa altro che dividere ulteriormente lo scenario nazionale e rendere più difficile un percorso volto a trovare una graduale soluzione.

Rossi ha inoltre riproposto il modello che la Toscana sin dalle ondate migratorie del 2011 ha adottato, ossia la distribuzione dei migranti in piccole strutture d’accoglienza di vari Comuni e non in strutture di massa come le tendopoli. Un modello che ha funzionato tra il 2011 e il 2013, ma che in un contesto così diviso sembra non poter più attecchire, tanto che ora la ricerca è rivolta verso maxistrutture private. Infatti i no all’accoglienza arrivano anche da sindaci del PD, per una serie di motivazioni, che vanno dalla mancanza di strutture adeguate ad un problema di consequenziale blocco turistico per quanto riguarda la zona della Versilia. Insomma, i Comuni che non condividono la posizione del Presidente della Regione sono tredici, mentre per tutti quelli che aderiranno alla procedura Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è previsto il contributo di 100 euro giornalieri per ogni accolto, soldi utili per il sostentamento e per l’assicurazione di quei migranti che lavoreranno come volontari.

I Comuni giocano quindi in questa situazione un ruolo importante, ragion per cui Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato nazionale dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), al Tavolo di coordinamento nazionale tenutosi nei giorni scorsi ha palesato la richiesta di un coinvolgimento diretto dei Comuni nella condivisione delle scelte.

Al momento la Regione Toscana ha stipulato un protocollo con la Prefettura di Firenze perché questa coordini le politiche d’accoglienza con gli enti di promozione sociale presenti sul territorio. Esemplare tra questi è il lavoro della sezione toscana della Caritas, tanto che modello sul piano nazionale circa la procedura Sprar è una struttura di Sesto Fiorentino, gestita proprio dalla Caritas di Firenze.

Non rispedire queste persone proprio verso le gravi situazioni dalle quali sono fuggite è quindi possibile, o almeno la Toscana sembra da un pò di tempo dimostrarlo. E, probabilmente, ora più che mai coordinazione è la parola d’ordine.

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