In favore dei lavoratori delle province: come voteranno in Senato Marcucci e Granaiola?

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LUCCA – “Con la scelta politica di chiudere le Province si è voluto mettere alla gogna il dipendente pubblico, come causa della spesa scellerata che grava sul debito pubblico”. La nota stampa, che pubblichiamo intergralmente, è a firma della consigliera provinciale Isaliana Lazzerini: ” Tutto questo sappiamo che non corrisponde a verità anzi il riordino istituzionale legato alla legge Delrio sarà causa di disservizi e dei maggiori costi che andranno a gravare sulla spesa dei comuni, già in sofferenza per i bilanci che si devono portare all’approvazione con conseguenti tagli al sociale, alla scuola, alla sicurezza del territorio, all’ambiente. I dipendenti della Provincia di Lucca hanno affrontato con competenza anche con sempre meno risorse le funzioni e i servizi continuando a farli funzionare, perchè si tratta di servizi essenziali come la manutenzione delle strade, la manutenzione delle scuole, i centri per l’impiego, i servizi a supporto delle imprese, la formazione, il ciclo dei rifiuti, l’agricoltura, il terziario e altro. Oggi gli amministratori di ogni colore politico che a Roma non hanno voluto scostarsi dal volere del Grande Maestro Renzi gridano di essere dalla parte dei lavoratori, che mai avrebbero pensato ad una così triste conclusione: dipendenti in esubero, servizi tagliati, funzioni annullate, comuni e regioni incapaci di addossarsi le responsabilità sui quei servizi che fino ad oggi erano in capo alle province. Quei Senatori del nostro territorio che hanno sempre bazzicato gli uffici pubblici per vantarsi di come i dipendenti così bene lavorano, devono decidere da che parte stare : se non vogliono contrastare gli effetti della legge di stabilità che porterà danni economici alla nostra provincia e mancherà di dare prospettive per formulare una proposta organica di riordino degli Enti di secondo livello per la salvaguardia dei servizi e dell’occupazione si devono dimettere dal loro ruolo perchè incapaci di interpretare le istanze dei cittadini e dei lavoratori. Chiediamo inoltre che il Presidente Baccelli che sempre si è prodigato in tutte le sedi istituzionali, UPI, ANCI, REGIONE, GOVERNO perchè la chiusura delle province non avvenisse, non perchè desideroso di mantenere il suo ruolo di Presidente ma perchè ha sempre creduto nel lavoro svolto dai suoi dipendenti apprezzando sempre i risultati ottenuti dagli uffici di qualsiasi settore si trattasse, non si candidi alle elezioni regionali seguendo ancora fino al 2016, data di scadenza del governo della Provincia di Lucca, il percorso che gli elettori gli hanno consegnato. Tutto questo dimostrerebbe ancor di più il suo attaccamente all’Ente Provincia facendosi paladino dei risultati che i lavoratori gli chiedonlo oggi più che mai”.

“La salvaguardia dei lavoratori delle province che vorrebbero sopprimere – commenta Emiliano Favilla, ex assessore provinciale alla Protezione Civile e ex consigliere comunale della Giunta Betti –  non è più così sicura come avevano promesso. Ieri sera al parlamento non sono riusciti a portare a termine la discussione sui provvedimenti che vorrebbero votare con la “fiducia”, tra i quali quello riguardante il destino dei lavoratori delle province che verranno soppresse, peraltro senza ancora avere sciaguratamente chiaro come riorganizzare i servizi da garantire ai cittadini. Bisognerebbe che subito in giornata tutti i dipendenti delle province d’Italia, mettessero in atto forme di lotta dura e magari si portassero a Roma a presidiare il parlamento perché siano date precise garanzie ai lavoratori di questi Enti Pubblici. Per la Provincia di Lucca il problema potrebbe essere anche più imminente e grave se l’attuale Presidente Stefano Baccelli si dimettesse anticipatamente senza completare il mandato previsto dei cinque anni per partecipare alle elezioni regionale come sembra. Se questo avvenisse, per puri calcoli personali, sarebbe grave e un venir meno agli impegni assunti all’epoca in cui si presentò e venne votato”.

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