In Italia aborti in calo del 5%. In Toscana si registra il -2,9%

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(di Giacomo Bernardi) – Per il 2014 si stimano in Italia 97.535 aborti, ovvero il 5% in meno dell’anno precedente. Questi dati arrivano direttamente dalla relazione annuale del ministero alla Sanità sull’applicazione della legge 194 e, negli ultimi 30 anni, è la prima volta che il numero di interruzioni di gravidanza volontarie scende sotto la soglia dei 100mila. La Toscana, in controtendenza, ha fatto registrare una diminuzione del 2,9% (fra le più basse d’Italia).

Il numero degli aborti è in diminuzione ormai da anni, basti pensare che dal 1982 c’è stato un decremento nazionale del 58%, complice anche la crescente obiezione di coscienza da parte dei ginecologi che nel 2013 ha raggiunto il 70%. In alcune regioni italiane come il Molise o la Basilicata per le donne è molto difficile abortire: qui l’obiezione di coscienza coinvolge più del 90% degli specialisti ed il numero è in aumento. D’altro canto, in Toscana, gli obiettori di coscienza rappresentano invece solo il 56% degli specialisti e gli anestesisti obiettori sono ancora di meno, il 27% contro una media nazionale del 50.

Il tasso di abortività dell’Italia è fra i più bassi tra quelli dei Paesi industrializzati e, nel 2013, le donne straniere risiedenti in Italia che hanno abortito rappresentano circa il 35% del totale. Fra le minorenni, il tasso di abortività è invece del 4 per 1000, anche in questo caso uno dei valori più bassi fra i Paesi Occidentali.

Un discorso a parte va affrontato per gli aborti farmacologici. La pillola per l’aborto, la famosa RU486, disponibile anche senza ricovero ospedaliero, non ha causato, come molti ipotizzavano, un aumento delle interruzioni di gravidanza volontarie, ma il suo utilizzo è in continua crescita. Il farmaco è  infatti stato impiegato in 8.114 casi nel 2013 (il 9,7% del totale) contro le 7.855 del 2012 e le 7.432 del 2011.

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