Ingresso illegale di immigrati da India, Bangladesh e Pakistan, catturato il “finanziatore”

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AREZZO – Prosegue l’attività di contrasto all’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina delle Squadre Mobili di Palermo ed Arezzo, nell’ambito dell’Operazione “Golden Circus”.
Lo scorso 9 novembre quasi 50 indagati, sia cittadini italiani che extracomunitari, erano stati fermati su tutto il territorio nazionale, in esecuzione di un provvedimento emesso dagli inquirenti palermitani con la grave accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento del’immigrazione.
L’organizzazione criminale investigata, con la connivenza di alcuni funzionari pubblici e sfruttando una normativa che, rispetto alle quote fissate nel “decreto flussi”, consente l’ingresso in esubero di “artisti” sul suolo nazionale, aveva predisposto un sistema che permettesse l’ingresso illegale di immigrati provenienti, principalmente dall’India, dal Bangladesh e dal Pakistan.
Alla vasta operazione che, all’inizio dello scorso mese, aveva coinvolto circa venti Squadre Mobili su tutto il territorio nazionale, erano riusciti a sottrarsi alcuni dei soggetti ritenuti a vario titolo responsabili.
La Squadra Mobile di Arezzo, unitamente ai colleghi palermitani, era ancora attivamente alla ricerca di Rashid Manzoor nato in India il 1° gennaio 1967, una delle principali figure dell’associazione criminale investigata, accusato, tra l’altro di aver finanziato l’associazione, “fornendo ai singoli sodali i mezzi economici necessari a consentire l’ingresso illegale dei clandestini”.
Le informazioni che erano state raccolte dagli investigatori, avevano condotto le ricerche oltralpe, segnalando che il Manzoor avesse potuto trovare rifugio all’estero.
Tuttavia, la caparbietà degl’investigatori ha fatto si che le ricerche non venissero abbandonate e, dopo aver appreso che l’indiano fosse verosimilmente rientrato sul suolo nazionale e si stesse nascondendo nelle valli di questa provincia, hanno intensificato sforzi e ricerche.
L’impegno degl’investigatori ha prodotto i suoi frutti nel pomeriggio di ieri, quando gli operatori, in questa località San Giuliano, hanno fatto irruzione in un casolare di via del Vingone, dove il Manzoor si è consegnato senza opporre resistenza.
Al termine degli atti di rito l’uomo è stato associato alla locale Casa Circondariale

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