Interrogatorio davanti al Gip, il cacciatore si avvale della facoltà di non rispondere

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LUCCA – ( di Letizia Tassinari ) – Scena muta anche davanti al Gip Riccardo Nerucci. Dopo l’iniziale confessione, quando si costituì in caserma dai Carabinieri ammettendo di aver sparato col suo fucile a Gianfranco Barsi ( LEGGI ANCHE: Spari all’operaio nell’oliveto, si costituisce il cacciatore ), il cacciatore finito in cella a San Giorgio, Marco Zappelli, si è chiuso nel più totale silenzio, scegliendo, difeso dagli avvocati Maurizio Campo e Sara Romani, suoi legali di fiducia, di avvalersi della facoltà di non rispondere.  Il Gip ha convalidato il fermo, chiesto dal Pm Antonio Mariotti con l’accusa di tentato omicidio, e Zappelli resta in cella.

Risale a sabato scorso la vicenda ( LEGGI ANCHE: Cacciatore spara alla gola a un uomo in un uliveto e fugge): Un colpo di fucile, nei boschi di Vitiana, frazione di Coreglia Antelminelli, poi  era fuggito. La vittima un 49enne, Gianfranco Barsi, era stato trasportato dal Pegaso a Cisanello, operato e ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale pisano. A sparargli era stato un cacciatore, redarguito, da quanto emerso, di essere a caccia in una zona troppo vicino al terreno di proprietà dell’uomo. Sul posto i carabinieri di Coreglia e di Castelnuovo avevano subito iniziato le ricerche del fuggiasco, che a detta di qualche testimone sarebbe andato via a bordo di una ieep. A dare l’allarme, sotto choc, è stato il figlio 18enne, che solo per un miracolo non è stato colpito.

 

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