Interrogatorio in carcere per il killer: Massimo Donatini ha risposto a tutte le domande del Pm

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LUCCA – ( di Letizia Tassinari ) – Interrogatorio in carcere a San Giorgio per l’assassino di Francesco Sodini  ( leggi anche:  Ucciso all’alba a colpi di pistola, l’assassino si costituisce ).  Massimo Donatini, l’omicida reo confesso, portato in cella dai Carabinieri intorno alle 16 di questo pomeriggio, alla presenza del suo legale, l’avvocatessa Ornella Da Tofori, ha risposto a tutte le domande del Pubblico Ministero Antonio Mariotti, ammettendo le sue responsabilità e confermando quanto messo a verbale questa mattina quando, dopo circa mezz’ora dall’omicidio, si è costituito presentandosi in Caserma dai miltiari dell’Arma di Cortile degli Svizzeri, consegnando una pistola Glock calibro 9×21 modello 17 e riferendo di avere ucciso poco prima il proprio capo reparto. Una pistola, quella utilizzata per uccidere il collega caporeparto alla Lucart di Porcari, regolarmente detenuta da suo padre al quale il giorno prima, l’aveva sottratta di nascosto prendendola dall’interno dell’armadio blindato dove era custodita unitamente ad altri fucili da caccia. Lo stesso Donatini ha confermato anche di aver provato l’arma in un campo per essere sicuro del funzionamento della stessa, prima di partire questa mattina alle 5.30 a piedi da casa sua, con la scusa di andare a correre, e dopo di aver percorso circa 8 chilometri e aver raggiunto il piazzale dove la vittima parcheggiava la propria autovettura sotto la propria abitazione. Una volta avuto difronte il Sodini, con estrema freddezza, senza dire una parola ha iniziato ad esplodergli contro tutti i colpi che aveva nel caricatore, ben 13, per poi allontanantanarsi. Una conferma della confessione resa stamattina in caserma, quella davanti al pm Antonio Mariotti, dove il caldaista 43enne ha ammesso l’omicidio di Franceso Sodini, di aver sparato i 13 colpi di pistola contro chi riteneva il responsabile del suo futuro licenziamento. Ma la sua versione non convince gli inquirenti, ancora molti i dubbi, alla luce anche delle dichiarazioni dell’azienda che negano che tra i due colleghi ci fossero dissapori e soprattutto che Massimo Donatini, incensurato e senza mai un problema con la Giustizia, fosse per perdere il posto di lavoro.  L’accusa, per il killer, è quella di omicidio volontario premeditato e per domani è prevista l’udienza di convalida del fermo davanti al gip. Poi la parola passerà al medico legale Stefano Pierotti, l’autopsia è fissata per giovedi. Tredici i colpi inferti sul corpo della vittima, di cui numerosi sparati quando Francesco Sodini giaceva sull’asfalto in una pozza di sangue ( leggi anche:L’omicida ha infierito sul corpo: sei – sette colpi sparati quando la vittima era a terra ).

 

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