Istituto Zooprofilattico Sperimentale e Corpo forestale dello Stato, siglato l’accordo

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FIRENZE  – L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT) e il Corpo forestale dello Stato (CFS) siglano un protocollo d’intesa che formalizza iniziative già avviate indirizzate alla tutela della fauna selvatica e degli ecosistemi agroforestali, con particolare attenzione alla prevenzione di atti criminosi e danni alla fauna.
La collaborazione tra IZSLT e CFS genera un lavoro comune che unisce il supporto tecnico scientifico dei veterinari dello zooprofilattico alle attività di indagine che il CFS effettua nella repressione dei reati contro gli animali. In particolare le tecniche avanzate di tossicologia forense che l’IZSLT ha sviluppato nel centro di referenza nazionale attivo presso la sezione di Grosseto.
L’accordo nasce con lo scopo di ridurre gli atti criminosi ai danni della fauna attraverso la più rapida individuazione dei responsabili di questi reati.
In questa sinergia, assume un posto di rilievo la formazione degli operatori e la promozione di campagne di comunicazione sulla tutela della fauna selvatica, saranno organizzati specifici corsi sulle tecniche investigative per trasferire al personale del CFS gli strumenti utili alla individuazione dei responsabili dei reati.
In particolare, il protocollo produrrà nei prossimi mesi progetti di informazioni rivolti alle scuole, luogo di eccellenza per la formazione alla responsabilità, perché i ragazzi siano consapevoli che la salvaguardia dell’equilibrio ecosistemico è una responsabilità a carico di tutti e sentano la convivenza uomo- animale come un arricchimento.

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Soddisfatto Remo Rosati, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico, struttura veterinaria di riferimento delle regioni Lazio e Toscana, che ha definito il protocollo d’intesa “il giusto canale per alimentare una sinergia orientata al monitoraggio dei reati ai danni della fauna a supporto della prevenzione nei territori dove si sono verificati episodi di bracconaggio. “L’uccisione di animali domestici e selvatici è un reato sottostimato che comporta un gravissimo danno nei confronti degli animali e dell’ambiente e rappresenta una seria emergenza di sanità pubblica che riguarda anche la salute umana, si ritrovano bocconi avvelenati in giardini o luoghi pubblici frequentati da bambini che diventano drammaticamente una categoria a rischio.
L’Istituto e la Forestale si impegnano con gli strumenti, le capacità e l’esperienza, la popolazione sarà informata, coinvolta e sensibilizzata a denunciare i casi, così si creerà la collaborazione necessaria per la repressione. L’istituto con il Centro Nazionale di referenza della Medicina Veterinaria Forense, attivo presso la sezione di Grosseto, è aperto a 360° nel fornire supporto, sia al mondo della produzione primaria con una definizione certa delle cause di attacco da predatori del bestiame, sia nella prevenzione e nella lotta al bracconaggio e ad ogni qualsivoglia crimine perpretrato nei confronti degli animali domestici e selvatici.
“Siamo davvero lieti di aver sottoscritto questo accordo – afferma Giuseppe Vadalà, Comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato per la Toscana – perché ci permetterà di essere ancora più incisivi nelle attività d’indagine a tutela della fauna selvatica e , in particolare, nel contrasto al fenomeno del bracconaggio a danno del lupo che sta interessando il territorio della Provincia di Grosseto. La collaborazione tra Corpo Forestale dello Stato e l’Istituto consentirà inoltre di affrontare in maniera sempre più professionale anche il problema dell’eccessiva densità di ungulati che affligge pressoché tutto il territorio regionale. L’attività di repertazione forense nei casi di crimini violenti sul lupo è il momento essenziale da cui iniziare la successiva attività d’indagine con maggiori probabilità di successo di potere individuare coloro che annientano a volte in modo efferato questi esemplari di una bella e importante specie di fauna selvatica autoctona che popola le nostre montagne. Si deve alzare la soglia di legalità per questi atti, deve diminuire la soglia di impunità e aumentare la deterrenza dell’azione del Corpo forestale dello Stato per la tutela dei lupi”.

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