“La Corte Costituzionale conferma che la Legge 65/2014 è un pasticcio”

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FIRENZE – “Non rimaniamo sorpresi di quanto espresso dalla Consulta con  sentenza n. 233/2015 del 21 ottobre, depositata il 19 novembre 2015, con la quale cassa gli articoli 207 e 208 della L.R. 65/2014 perché in contrasto con la Costituzione – afferma Elisa Montemagni, Consigliere regionale- “Infatti risultando i suddetti articoli non conformi alla normativa statale di principio contenuta nella Parte I, Titolo IV, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, violano, come sancito, l’art. 117 della Costituzione, con riferimento alla materia «governo del territorio» ed incidendo sul sistema di sanzioni civili e penali previste dal testo unico sull’edilizia, le disposizioni impugnate invadono la potestà legislativa esclusiva statale nella materia «ordinamento civile e penale». I predetti articoli distinguevano il calcolo della sanzione pecuniaria per i reati edilizi commessi prima del 1985 e del 1967 e permettevano una sorta di piccolo condono. In sintesi la regione si è arrogata di funzioni che non detiene”. “L’azzeramento di queste norme però – precisa l’esponente leghista- determina che l’unica procedura legittima per le sanatorie, diventi, ora, il normale regime ordinario”. “In particolare- ribadisce la Consigliera- chi chiede la sanatoria si autodenuncia, dimostrando la sua buonafede e la volontà di mettersi in regola che risulta tutt’altro che gratuita (di fatto, ad esempio, la persona potrebbe aver ereditato un immobile e non essere assolutamente colpevole di un piccolo abuso o essere proprietario di un immobile che a suo tempo era stato misurato con strumenti di precisione minore rispetto a quelli odierni e moderni ndr)”. “Mi riservo di fare nei prossimi giorni ulteriori approfondimenti in merito alla pronuncia della Corte Costituzionale accedendo agli atti del processo che hanno portato all’emissione della sentenza, ma nel frattempo mi domando: chi aveva usufruito degli art. 207 e 208, pagata la sanzione, è da ritenersi nuovamente in regola? Viceversa, chi ha la sfortuna di non aver ancora concluso l’iter burocratico, avendo però denunciato l’abuso è, a questo punto, passibile di risponderne per legge ?”. “Senza dimenticare- sottolinea la Consigliera- che la proprietà di un immobile che ricade in “vincolo paesaggistico”, può far addirittura scattare, per il proprietario,  un procedimento penale. Quindi, come ci si comporta in questo caso? Si reputa prescritto o, non accettando l’iter burocratico, non si riconoscono gli anni dovuti alla prescrizione?”. “ Il mio parere – conclude Elisa Montemagni- è che nella Legge 65/2014 siano stati fatti molteplici pasticci, ma che non possa rischiare di rispondere il cittadino degli errori di chi a suo tempo ha redatto qualcosa di incostituzionale. Credo inoltre che le persone che hanno deciso in buonafede di mettersi in regola non debbano assolutamente rischiare di risponderne né per vie legali né addirittura con eventuali demolizioni. Ci attiveremo quindi immediatamente con un interrogazione che pone alla Giunta il problema e che chiede in che modo si intenda rimediare e in quali tempi per tutelare i cittadini che rischiano di essere vittima di una Legge imperfetta e dannosa.”

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