La denuncia del Consap approda a Roma: interrogazione parlamentare al Ministero degli Interni

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LUCCA – Dalla denuncia, partita da Lucca, e a firma del segretario nazionale del Consap Gianluca Pantaleoni ( leggi anche:La denuncia del Consap – ) la vicenda della palestra napoletana approda a Roma con un’interrogazione parlamentare che pubblichiamo integralmente,  a firma di tre esponenti del Partito di Beppe Grillo, Luigi Di Maio, Luca Frusone e Dalila Nesci, indirizzata al Ministero degli Interni:

“Secondo quanto segnalato agli interroganti, nel 2009 l’allora capo del reparto mobile di Napoli, dottor Maurizio Gelich, avrebbe affidato in gestione alla cooperativa COPS la palestra sita all’interno della caserma Nino Bixio che ospita il VI reparto mobile della polizia di Stato di Napoli;  in virtù di tale affidamento, i poliziotti potevano frequentare solo tramite contributo economico all’associazione, la quale, in qualità di gestore del centro, ne consentiva l’accesso anche a clienti estranei all’amministrazione autorizzando così l’ingresso nella caserma, dove agevolmente si potevano carpire delicate informazioni di sicurezza su modalità e tempi dei servizi di polizia se non addirittura bivaccare ed abbronzarsi sul solarium del terrazzo della caserma dell’amministrazione; una recente denuncia del sindacato di polizia CONSAP, ripreso anche da fonti di stampa, avrebbe sollevato pesanti sospetti circa la gestione di tale palestra al punto da indurre il capo della polizia a chiudere la struttura;  nella denuncia sindacale, in particolare, si chiedeva di fare chiarezza «su chi e che cosa ha consentito che quella prestigiosa struttura della Polizia di Stato venisse poi gestita come un “bancomat” per un’associazione che pur dichiarandosi onlus risulterebbe vantare entrate annuali di circa 100 mila euro, 70 mila dei quali sottratti allo stipendio dei 250 poliziotti frequentatori che pagano un’iscrizione di 10 euro più un contributo annuo di 270 euro all’associazione Cops»; occorre segnalare che per gli agenti l’attività psico-fisica in palestra rappresenta una necessità che potrebbe essere definita «di servizio». Nelle palestre degli altri reparti mobili d’Italia si versa piuttosto un piccolo contributo associativo annuale;  peraltro, come detto a seguito delle suddette segnalazioni sindacali, il capo della  polizia ha disposto la temporanea chiusura della struttura, ravvisando dunque delle irregolarità gestionali –:  se la concessione di questa palestra disposta dall’allora dirigente del reparto mobile della Campania abbia rispettato tutte le procedure per una assegnazione di questo tipo;  se siano state fatte le debite verifiche sulla cooperativa Cops, che gestiva tale palestra, data la particolare delicatezza dell’incarico affidatole e che è stato segnalato dalla stessa Consap e da fonti di stampa che pare che come personal trainerall’interno della struttura prestasse servizio la moglie di un camorrista del clan di Forcella; se il capo della polizia abbia mai disposto accertamenti interni, a seguito della chiusura, ed a quali conclusioni sia arrivato;  se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e quale sia il suo orientamento in merito;  se il Ministro interrogato non ritenga doveroso fare piena luce sui fatti riportati in premessa”

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