La droga corre tra Livorno e Pisa: blitz della Gdf, sequestrati oltre 16 chili di stupefacente

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LIVORNO – Nelle prime ore del mattino, militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Livorno, coadiuvati da personale e unità cinofile del Gruppo e da militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Pisa, hanno dato esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP di Livorno, Dott. Antonio Del Forno, nell’ambito di un’indagine di polizia giudiziaria, denominata operazione “SUV”, diretta dalla locale Procura della Repubblica a contrasto del traffico illecito di sostanze stupefacenti (Sost. Proc. Dott.ssa Antonella Tenerani).
Le misure restrittive, con contestuali perquisizioni domiciliari e personali, sono state eseguite nei confronti di 4 cittadini di origine marocchina (Elidrissi Said, Bounif Said, Dridi Abdelmjid, Naanai Driss), di età compresa tra 33 e 28 anni e domiciliati tra Pontedera e Ponsacco, nonché nei riguardi di Gargiulo Stefano, 29enne originario di Torre Annunziata ma residente a Livorno.
Si tratta di soggetti già gravati da molteplici precedenti penali nello specifico settore, senza fissa dimora e quasi tutti non percettori di redditi, che vivono abitualmente con i proventi del traffico di sostanze stupefacenti. Nei confronti di Naanai Driss e Gargiulo Stefano è stato eseguito anche un sequestro probatorio delle provviste attive giacenti sui loro conti correnti.
Ulteriori quattro perquisizioni domiciliari sono state effettuate nei confronti di altrettanti cittadini italiani residenti nel Comune di Livorno, di età compresa tra 32 e 20 anni, sospettati di aver acquistato sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’indagine è scaturita dall’arresto in flagranza di reato nel mese di agosto 2014 di un soggetto livornese (Dutti Valerio, di 38 anni) per detenzione di mezzo kg di hashish, ceduto da Gargiulo Stefano attraverso un rapido scambio avvenuto nei pressi del carcere cittadino.
L’espletamento delle successive investigazioni di polizia giudiziaria delegate dalla magistratura inquirente ha consentito di risalire – attraverso appostamenti, pedinamenti, perquisizioni, intercettazioni telefoniche e ambientali – ai fornitori della droga e di comprendere le modalità di approvvigionamento e di spaccio nella zona di Livorno.
In particolare, è emersa l’esistenza di un gruppo di soggetti marocchini residenti in provincia di Pisa, tra loro coordinati, costituente l’anello intermedio di una struttura illecita che provvedeva:
– all’acquisto di droga, rifornendosi da diversi soggetti, non meglio identificati, nel Nord Italia (zona Milano), in Emilia Romagna e, nell’ultimo periodo, con riferimento alle figure di Bounif Said e Dridi Abdelmajid, nelle zone di Firenze e Castelfranco di Sotto;
– alla vendita di panetti di droga, del tipo hashish, in particolare sul territorio livornese che è diventato il principale mercato di riferimento, avvalendosi di una rete di soggetti locali che rifornivano, di volta in volta, con quantitativi di un certo rilievo. Conseguentemente, tali soggetti cedevano la droga a un successivo anello più basso per la vendita al dettaglio.
Gli indagati, per ridurre i rischi connessi all’attività illecita, utilizzavano diversi accorgimenti sintomatici della “professionalità” e dell’organizzazione con cui tali traffici illeciti venivano pianificati ed eseguiti.
Essi, infatti, erano sono soliti cambiare (anche una volta al mese), spesso in concomitanza con arresti o perquisizioni di altri soggetti, telefoni cellulari e schede telefoniche che venivano opportunamente intestate a persone compiacenti. Inoltre, utilizzavano linguaggi criptati e comunicavano tramite social network; concordavano appuntamenti in posti isolati, facevano ricorso ad auto a noleggio, ovvero usufruivano di macchine intestate a familiari. In aggiunta, utilizzavano molto denaro contante, frazionavano i viaggi per l’acquisto di droga coinvolgendo come corrieri giovani ragazzi, incensurati o con pochi precedenti di polizia, che si assumevano direttamente la responsabilità di eventuali controlli di polizia.
La droga veniva normalmente occultata, per lo più nelle ore notturne, in terreni agricoli, boschi o in capannoni abbondonati. Nel corso dei diversi interventi di polizia giudiziaria sono stati tratti in arresto altri due giovani livornesi (La Macchia Manuel e Martelli Andrea, di 24 e 20 anni), individuati come clienti del gruppo dei soggetti marocchini. Martelli Andrea aveva acquistato 2 kg di hashish da Elidrissi Said ed è stato intercettato con la sua autovettura al rientro in città. La Macchia Manuel è stato tratto in arresto in quanto considerato un corriere che ha provveduto – per conto di Elidrissi Said, Bounif Said e Gargiulo Stefano quale destinatario finale della merce – a trasportare 1,5 kg di hashish in ovuli dalla zona di Faenza a Livorno.
La maggior parte delle sostanze stupefacenti è stata sequestrata in una struttura abbandonata ubicata nei pressi di una fabbrica in disuso a Ponsacco, dove i soggetti marocchini occultavano in buste di plastica 11 kg di hashish.
Complessivamente, al termine dell’indagine, sono stati tratti in arresto 8 soggetti e sequestrati 16,3 kg di hashish.
I cinque soggetti sottoposti all’odierna misura cautelare personale sono stati trasferiti presso il carcere “Le Sughere” di Livorno, con divieto di comunicazione tra loro.

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