La droga? Nel vano caldaia: la Polizia scopre un “market” della cocaina in pieno centro

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FIRENZE – La polizia ha smantellato un vero e proprio “mercato” della cocaina in pieno centro: in manette, con l’accusa di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso, sono finiti un cittadino albanese di 31 anni ed una 37enne rumena arrestati in serata dagli uomini della Sezione Antidroga della Squadra Mobile.

Da qualche giorno gli agenti si erano insospettiti da un insolito via vai di persone che entravano all’interno di uno stabile in via Faenza per poi uscirvi dopo pochi minuti.

Così ieri, in serata, la Squadra Mobile ha predisposto un attento e mirato servizio di appostamento ed osservazione durante il quale gli investigatori hanno avuto modo di verificare cosa c’era realmente dietro a quelle ripetute e numerose visite “anomale” allo stabile di via Faenza

In pochi minuti due soggetti, entrati ed usciti dal palazzo, sono stati fermati dagli inquirenti: avevano appena acquistato delle dosi di cocaina proprio da un giovane albanese.

Dopo un po’ di attesa il sospetto è infatti uscito di casa insieme alla cittadina rumena, finendo entrambi nella rete della polizia.

Nella abitazione condivisa dalla coppia sono stati successivamente sequestrati alcuni grammi di cocaina ben nascosti dentro il cestello della lavatrice, mentre oltre tre etti della stessa “polvere bianca” (un totale di 333 grammi) sono saltati fuori dalla cantina adibita ad uso caldaia e della quale gli arrestati avevano le chiavi d’accesso.

Durante l’operazione si sono anche presentati sotto l’abitazione dei pusher altri due “clienti” (due cittadini italiani) che però si sono ritrovati di fronte i poliziotti.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la cocaina sarebbe  stata spacciata anche  in diverse occasione passate sia dall’uomo che dalla donna; i consumatori (per lo più ragazzi stranieri) sarebbero stati fatti accomodare per lo scambio nell’atrio della loro abitazione dopo aver verificato a turno dalla finestra che non ci fossero stati intoppi o problematiche di alcun tipo.

I due sono finiti a Sollicciano; la donna era già sottoposta al regine di semilibertà in alternativa alla misura alternativa della detenzione in carcere per un altro procedimento.

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