La Forestale denuncia un bracconiere

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MASSA CARRARA – I Forestali dei Comandi Stazione di Bagnone e Fivizzano hanno condotto nei giorni scorsi  in località Monti di Licciana un’operazione che li ha portati a scoprire reti da uccellagione collocate in un terreno privato; una persona è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per i reati di uccellagione, maltrattamento e morte di animali. Liberati diversi uccelli rimasti intrappolati.

Gli Agenti del Corpo Forestale dello Stato dei Comandi Stazione di Fivizzano e Bagnone, su segnalazione giunta al numero di emergenza ambientale 1515, hanno individuato in un terreno privato in loc. Monti di Licciana una rete da uccellagione in esercizio, un’altra occultata dietro un pollaio e una gabbietta con un merlo che fungeva da richiamo.

Il proprietario del terreno è stato denunciato alla Procura della Repubblica per i reati di uccellagione, maltrattamento e uccisione di animali e gli sono stati sequestrati i mezzi usati per commettere i reati.

L’uccellagione è infatti una pratica crudele, vietata dalla legge, che consiste nel piazzare reti a maglie molto sottili nei punti di passo degli uccelli, queste reti risultano invisibili agli uccelli che ne rimangono intrappolati e vanno incontro ad una morte lenta per sfinimento.

Nel momento in cui i forestali hanno rinvenuto la rete essa infatti aveva intrappolato già una decina di piccoli uccelli tra cui un Rampichino, un Frosone, un Luì verde e una Cinciarella tutte specie non cacciabili in Italia ai sensi della legislazione venatoria (157/92) e protette dalla direttiva uccelli (Direttiva UE 79/409).

È stata quindi una lotta contro il tempo per liberarle gli uccellini dalle maglie della rete ed evitare danni irreparabili, molti sono stati rimessi in libertà, ma purtroppo alcuni erano già morti.

Al fine di evitare che un sistema così barbaro si diffonda Il Corpo Forestale dello Stato attuerà una vigilanza mirata sul territorio volta a prevenire e reprimere gli episodi di bracconaggio.

 

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