La polizia scopre un “covo” di ricettatori

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FIRENZE – Ieri mattina la polizia ha scoperto il “covo” di tre ricettatori: è questa al momento l’accusa che grava su tre soggetti per i quali gli inquirenti stanno verificando eventuali responsabilità in almeno una decina di episodi criminali, tra furti, scippi e rapine, avvenuti nell’ultime quattro settimane tra Firenze e Prato (9 nel capoluogo toscano).

Ed è proprio incrociando le preziose informazioni fornite dalle parti lese con tutta una serie di elementi emersi durante il capillare e continuo controllo del territorio che gli uomini delle volanti, dirette da Roberto Sbenaglia, hanno individuato uno degli edifici in disuso nei pressi delle Cascine come probabile base logistica di un gruppo di malviventi che dai primi di novembre si era dedicato ad una sequenza di reati predatori in danno di donne anziane, giovani madri (tra cui anche una donna al sesto mese di gravidanza) e cittadine straniere.

Le testimonianze raccolte in merito alle ultime due aggressioni, uno scippo in piazza San Jacopino ed una rapina in via Paisiello, hanno confermato i sospetti degli agenti: in entrambi i casi i responsabili dei reati erano stati visti fuggire proprio verso l’area nei pressi delle Cascine.

Così ieri mattina 4 macchine della polizia, due equipaggi delle volanti e due del Reparto Prevenzione Crimine Toscana, hanno effettuato un attento controllo nella zona.

Già fuori dall’edificio, sospettato essere il rifugio dei ricercati, è scattato il primo campanello d’allarme: a terra gli agenti hanno trovato numerose borse da donna con effetti personali, trucchi e cosmetici, sparsi in mezzo al fango.

Circondato lo stabile la polizia è entrata nell’edificio abbandonato: in una stanza stavano dormendo tre cittadini magrebini; intorno a loro, una miriade di oggetti da borsetta, oltre ad alcuni telefonini, piccoli apparecchi elettronici e tessere di vario tipo tutte intestate proprio a donne recentemente vittime di scippi, furti e rapine. Tra la refurtiva, anche una bicicletta nera da donna.

In mezzo ai materassi, poggiato su un ripiano di fortuna, c’era anche un grosso pugnale che i tre non hanno fatto però in tempo ad afferrare.

Si tratta di due cittadini tunisini entrambi di 28 anni e di un cittadino marocchino di 21, tutti in Italia irregolari e con precedenti di polizia per reati predatori.

In uno zaino gli operatori hanno sequestrato anche una serie di attrezzi da scasso.

I tre magrebini sono finiti al carcere fiorentino di Sollicciano in stato di fermo di polizia giudiziaria al momento gravemente indiziati del reato di ricettazione in concorso.

La cattura di questi soggetti è stata il frutto di una meticolosa attività delle forze dell’ordine che con ferma determinazione hanno passato al setaccio ogni utile informazione, acquisita durante i servizi di prevenzione e controllo del territorio, trovando alla fine un denominatore comune a questi episodi seriali di criminalità.

In quest’ottica, gli stessi servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal Questore Micillo, oltre ad assolvere un’importante funzione preventiva, costituiscono uno strumento fondamentale per conoscere, verificare ed analizzare ogni singolo aspetto problematico della città, anche il più nascosto.

Importante per la sicurezza resta sempre la partecipazione della cittadinanza che anche attraverso una semplice chiamata al 113 può impedire la commissione di un reato.

Uno dei tanti esempi concreti del ruolo che gioca questa partecipazione nella sicurezza è riconducibile proprio ad un episodio accaduto sempre ieri a poche ore dal fermo dei tre cittadini magrebini: intorno alle 11.30, in via Spontini, una residente ha allertato il 113 in merito ad un soggetto che dopo aver forzato gli infissi di una finestra al primo piano era entrato in un’abitazione.

Gli stessi agenti della “prima squadra volante” si sono subito precipitati in zona cogliendo il ladro sul fatto.

L’uomo, un 48enne originario di Roma già noto alle forze dell’ordine, è stato sorpreso all’interno dell’appartamento con una borsa a tracolla piena di orologi e gioielli appena rubati. Per lui sono immediatamente scattate le manette con l’accusa di furto aggravato.

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