“La sagre vanno regolamentate, altrimenti siamo di fronte ad una concorrenza sleale”

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“E’ davvero curioso che adesso a lamentasi siano gli organizzatori delle sagre per i minori incassi. Incolpando addirittura i ristoranti perchè hanno ridotti i prezzi. Dimenticando, però, che un ristoratore che riduce il suo prezzo, non riesce a fare altrettanto con tasse, imposte locali, costi del personale e adempimenti che gravano quasi per il 60% sul suo incasso”. A parlare è Marco Sbrana, direttore di Confesercenti Toscana Nord, sulla questione della “stagione delle sagre” ormai partita. Sagre che per Confesercenti sono, in alcuni casi, concorrenza sleale. “La stima per la provincia di Lucca è di circa 4milioni di mancato gettito fiscale per quanto riguarda sagre e fiere. Una forma di concorrenza sleale che mette in seria difficoltà le altre imprese, soprattutto in un momento di crisi come questo – spiega ancora Sbrana -. Gli organizzatori di sagre sono attività agevolate che devono sopportare meno oneri burocratici e fiscali degli altri e hanno quindi meno costi di avvio dell’attività e di esercizio. Immaginate come devono sentirsi gli imprenditori regolari alle prese con un calo dei consumi ed una crescita di tasse e imposte”. Sbrana chiede quindi una regolamentazione che distingua anche le “vere” sagre da quelle mascherate. “I Comuni possono fare un calendario delle sagre e concordarlo con le categorie. Nessuno vuole vietare le sagre. Ma è giusto che queste siano legate ai prodotti locali, organizzati da associazioni e non da privati, e sopratutto con un numero di giorni stabilito. Insomma crediamo che le sagre del pesce nelle località montane, per fare un paradosso, debbano essere evitate”.

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