“La salute barattata”, duro attacco di Mugnai il day after la retata di pediatri

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MASSA – E’ del vicepresidente della Commissione Sanità Stefano Mugnai  il commento che riportiamo integrale, il day after gli arresti, da parte dei Nas, dei 12 pediatri, oltre a 6 personaggi del mondo sanitario, avvenuti alle primi luci dell’alba di ieri ( leggi anche: : Corruzione, nella “retata” dei pediatri anche il dottor Cassano)e Pediatri e corruzione, l’intercettazione: “Dottore: più ci soddisfa, più noi la soddisfiamo” ): “Quando la salute della gente viene barattata per un po’ di prosciutto o per una gita al mare, o per una giacca di buon taglio sartoriale, vuol dire che siamo davanti a un sistema sanitario avvilito e avvilente che merita le inchieste cui è sottoposto, le ultime due esplose nel giro di pochissimi giorni ed entrambe con l’ipotesi di reato di più bassa lega, ovvero la corruzione. Nel caso delle forniture di stent per le cardiochirurgie così come in quello che ha condotto agli arresti fior di pediatri in mezza toscana, è ovvio che la filiera di controlli, leggi e procedure è finita letteralmente nel cestino. Vogliamo sapere in quale punto si è generato il vulnus, e lo chiediamo anche a nome di tutte le neomamme di Massa oggi comprensibilmente sconcertate dall’arresto di uno dei pediatri più noti della Versilia, con pazienti anche nel massese, nonché di un informatore scientifico di Massa. Da Rossi, che per quindici anni tra assessorato e governatorato è stato il dominus indiscusso della sanità, attendiamo non sfuriate ma risposte. Al di là delle responsabilità personali   qui entra in gioco un crollo diffuso dell’etica sanitaria. Se per quanto riguarda gli stent cardiaci c’è di che interrogarsi sul ruolo e la capacità degli Estav, le centrali d’acquisto d’area vasta che stanno per essere accorpate su nostro input da tre ad una, di procedere all’acquisizione di beni e servizi secondo logiche di trasparenza e vantaggio per la comunità – prosegue l’esponente di Forza Italia – nel caso dei pediatri che dirottavano le neomamme su tipi specifici di latte artificiale per qualche regalìa secondo comportamenti di bassissimo profilo sulla pelle dei cittadini più indifesi non si può che rimanere sconcertati. Il quadro è assolutamente sconvolgente, anche perché le procedure per le gare ad evidenza pubblica risultano stringenti. La Regione deve spiegarci in quale punto si sia generato il corto circuito. Certo, ora Rossi alza la voce come fosse d’improvviso ruzzolato giù dalla montagna del sapone. Delle sue sfuriate ce ne facciamo poco. A vederlo affibbiare la colpa a qualcun altro malgrado abbia trascorso tre lustri in giunta, due da assessore alla sanità e uno da presidente della Regione, ci siamo abituati: glielo abbiamo visto fare per tutta la legislatura, a cominciare dal caso del crac della Asl1 di Massa Carrara per proseguire con la presenza regionale nelle partecipate, con i premi incentivanti ai dirigenti elargiti a pioggia, con il tallio nell’acqua della Versilia, con le reiterate alluvioni che negli ultimi anni hanno colpito tante comunità toscane e via scaricando barili in qua e in là. Sì ma lui in questi anni dov’era? Che faceva?”

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