La truffa viaggia su internet, la GdF di Lucca arresta due lucchesi dal guadagno facile

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LUCCA – I finanzieri del comando provinciale di Lucca hanno eseguito, su disposizione della Procura, due ordinanze di custodia cautelare domiciliare ed una serie di perquisizioni, oltre a sequestri di beni. L’operazione, denominata “vendite on crac”, è l’epilogo della nota vicenda che ha vista coinvolta un’azienda lucchese con i suoi amministratori, operante nel settore delle vendite on line di prodotti informatici. Tutto ha inizio sotto Natale, nel mese di dicembre scorso, quando il centralino delle Fiamme Gialle di Lucca, viene letteralmente inondato di telefonate da tutta Italia per segnalare una truffa on line perpetrata dalla Italia Digital di Lucca. Tutti segnalano la stessa cosa: la ditta, specializzata nella commercializzazione di materiale informatico su 7 siti web, ha improvvisamente cessato di spedire la merce ai clienti, “scusandosi”, con una mail: “Gentile cliente purtroppo la crisi ci ha travolti ed è sopravvenuta una grave complicazione economica e non siamo in grado di fornire il materiale da lei ordinato e nemmeno di rimborsare il suo pagamento. Al riguardi stiamo chiudendo la ditta e probabilmente chiederemo un concordato. Siamo dispiaciuti di quanto accaduto, ovviamente se lei ritiene che sia giusto, faccia i passi che crede opportuno”.Alla Procura di Lucca sono arrivate la bellezza di 670 querele, dalle quali è stato accertato il valore della truffa che, al momento, si aggira sui 540mila. Il procuratore Aldo Cicala ha disposto indagini, che coordinate dai Pm Piero Capizzoto e Enrico Corucci sono state affidate alla GdF. I clienti truffati in tutta Italia sono oltre 800. Su Facebook, dagli stessi truffati, è stato creato un apposito gruppo al fine di diffondere sul web la negativa esperienza e denunciare la truffa. Da ulteriori indagini e dopo il fallimento è emerso che gli amministratori, i coniugi Daniela Simonetti e Gianfranco Ciampi, hanno pure svuotato di liquidi le casse aziendali, appropriandosi del denaro: da dicembre 2014 la società ha incamerato bonifici da parte dei clienti per oltre 760mila euro. Con i soldi truffati e il prosciugamento dei soldi aziendali la coppia ha acquistato un appartamento, un’auto, estinto prestiti personali, e girato ingenti somme su conti correnti a loro . I Finanzieri hanno comunque sequestrato 140mila euro, e beni immobili e mobili per oltre 200mila. I due sono accusati anche di bancarotta fraudolenta

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