Lago di Porta, le perplessità della Provincia sulla modifica del progetto di smaltimento del percolato

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LUCCA – “Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità e secondo le prescrizioni di legge per salvaguardare l’area del cosiddetto ‘Lago di Porta’ in relazione al nuovo progetto di impianto di trattamento dei rifiuti liquidi che la società privata ‘Sinam spa’ intende installare nei pressi della discarica in località Fornace/Porta al confine tra i territori comunali di Pietrasanta (LU) e Montignoso (MS)” per trattare il percolato”.

Lo assicura l’assessore alle politiche ambientali della Provincia di Lucca Maura Cavallaro anche alla luce della recente riunione congiunta delle commissioni consiliari IV (sviluppo economico e ricerca scientifica) e V (ambiente e territorio) che si è tenuta nei giorni scorsi a Palazzo Ducale.

Attualmente è in corso una procedura di verifica di assoggettabilità a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) di competenza della Provincia di Massa Carrara e per la quale la Provincia di Lucca è chiamata ad esprimere, tramite i propri uffici, un parere quale amministrazione interessata.

LUCCA – Il progetto della ‘Sinam spa’ consiste in una sostanziale modifica del progetto originario della discarica che, si ricorda, attualmente è gestita dalla società ‘Programma Ambiente Apuane spa’, in quanto comporta lo scarico diretto dei reflui trattati dall’impianto nella Fossa fiorentina che confluisce all’interno del lago di Porta – Sito di interesse regionale (SIR), nonché Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva 2009/147/CE – mentre ora il percolato della discarica viene raccolto in serbatoi e trasportato periodicamente mediante autobotti in alcuni siti idonei allo smaltimento.

Le due commissioni provinciali – al cui incontro ha preso parte anche l’assessore Cavallaro – hanno espresso le proprie perplessità sul progetto, poiché potrebbe rendersi opportuno un rinvio a VIA dell’intero progetto. Dubbi che derivano anche dal recente parere del Comitato di gestione A.n.p.i.l lago di Porta. Questo perché è evidente che l’impianto avrebbe influenza diretta su un’area di interesse ambientale e rilevanza europea, che contribuisce alla salvaguardia di specie ed habitat rari e/o minacciati, quale appunto il SIR – ZPS ‘lago di Porta’. Le due commissioni hanno inoltre segnalato che per una completa valutazione degli impatti sul sito in questione il progetto avrebbe dovuto contenere uno specifico Studio di incidenza.

“Soltanto all’interno di una specifica procedura di VIA e di Valutazione di incidenza – conclude Cavallaro – potrebbero essere esaminate e pienamente valutate tutte le sue caratteristiche e gli impatti che il progetto può generare su questa porzione del territorio versiliese tutelata da precise leggi di rispetto ambientale”.

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