Le città più indebitate d’Italia: Prato al primo posto tra le toscane

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PRATO (di Chiara Bini) – Prato è la città più indebitata della Toscana. Questo è il risultato della ricerca effettuata dalla CGIA (Associazione Artigiani Piccole Imprese Mestre), relativa all’anno 2016. L’indagine è stata svolta a livello nazionale per tutte le province italiane, valutando l’accensione di mutui per l’acquisto di un’abitazione, i prestiti per l’acquisto di auto, moto e beni mobili, il credito al consumo e i finanziamenti richiesti per la ristrutturazione di beni immobili. Seconda nella classifica toscana Siena.

Ogni anno l’Ufficio Studi della CGIA si occupa di stilare la graduatoria delle città più indebitate d’Italia. La Toscana si pone in una posizione sicuramente alta, ma migliore rispetto ad altre regioni, tra cui la Lombardia, che nel 2016 ha stilato un vero e proprio record. Stando infatti a questa indagine, le prime cinque province sono tutte lombarde (nell’ordine, Milano, Monza-Brianza, Lodi, Varese e Como). Prato occupa la sesta posizione, appena dietro di esse, con un valore di debito pari a 26988 euro.

La seguono, poi, Siena con 25624 euro, Pisa (poco più di 24mila), Pistoia e Livorno (entrambe attorno ai 23mila euro), Lucca (circa 22 mila), Arezzo (appena sotto i 19 mila euro) e infine Massa Carrara (17591 euro).

Gli esperti del CGIA hanno interpretato questi dati sottolineando una corrispondenza tra ricchezza media e indebitamento: per quanto possa apparire paradossale a una prima occhiata, le aree in cui i redditi sono più alti sono le stesse in cui gli investimenti, soprattutto nel settore immobiliare, si sono presentati più forti. Senza tralasciare, ovviamente, le fasce sociali più basse, presenti in tali zone.

Questa interpretazione sembra essere confermata dallo studio effettuato, invece, dall’Osservatorio JobPricing in collaborazione con Repubblica.it, nel quale sono stati evidenziate le province con gli stipendi più alti. In quella classifica, le città toscane si erano piazzate molto bene, e, pressappoco, nello stesso ordine in cui le ritroviamo nell’indagine realizzata dal CGIA.

Viceversa, a chiudere la graduatoria delle città più indebitate quattro province del Sud Italia, ovvero Reggio Calabria, Vibo Valentia, Ogliastra e, ultima, Enna, che nell’altra statistica si erano manifestate tra quelle con gli stipendi meno alti.

Più in generale, rispetto al 2015 si è verificato un incremento dell’indebitamento bancario dell’1.6%. Ciò non deve essere interpretato in maniera totalmente negativa, ma deve essere ricondotto alla piccola ripresa dell’economia interna. Ovvero, nel momento in cui le famiglie sentono meno la pressione della crisi, si sentono più libere di poter investire in una casa, da comprare o ristrutturare, o di potersi concedere un’auto nuova. E infatti, le richieste di mutui per l’acquisto di una casa sono aumentate dell’1.2% nei primi sei mesi del 2016 rispetto agli stessi dell’anno precedente; così come il credito al consumo ha avuto un incremento del 5.5%.

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