Le Ville storiche lucchesi raccontate in un libro d’arte

0

LUCCA – (di Valentina Ferrante) – “Ville lucchesi. Le delizie della campagna”, a breve in libreria, è un libro d’arte, di storia e di costume articolato in una sorta di percorso il cui filo narrativo mette in evidenza come gli stili architettonici delle ville che costellano il vasto territorio della provincia di Lucca si siano modificati ed evoluti nel corso dei secoli, in relazione ai mutamenti dei costumi sociali. Centoventisei ville racchiuse in un unico volume scritto dalla penna dotta e sapiente di Maria Adriana Giusti, professore Ordinario di Architettura e Design al Politecnico di Torino, in passato sovrintendente alle Belle Arti di Pisa e di Lucca e attenta studiosa della Versilia.
Un viaggio nelle meraviglie della campagna lucchese seguendo una linea spazio-temporale che si sviluppa tra il XIV e il XIX secolo. Un racconto dettagliato che spiega come le famiglie aristocratiche della zona abbiano interpretato l’architettura e concepito le proprie dimore estive con risultati via via differenti, in base alle esigenze del proprio tempo.
Così, si racconta della comparsa sul territorio delle prime ville rustiche come “La Principessa”, fatta edificare nei primi anni del 1300 da Castruccio Castracani a Massa Pisana: un grande palazzo con cappella, terreni coltivati e giardini chiusi che mettono in evidenza l’indipendenza e l’isolamento della corte rispetto al contesto di una dimora a contatto con la natura.
Nei due secoli successivi, tra il 1400 e i 1500, ecco arrivare le prime trasformazioni. La villa diventa sì un quartier generale da cui controllare gli estesi terreni coltivati, ma anche un rifugio lontano dagli impegni cittadini: la sede ideale per cenacoli culturali e piacevoli svaghi. In quest’epoca il prospetto della villa è caratterizzato dalla sobrietà data dalla simmetria e dall’attenzione alle proporzioni e, per la prima volta, come si può apprezzare in Villa Buonvisi Oliva di San Pancrazio, appaiono i porticati che rappresentano il segno di continuità tra ambienti interni ed esterni e sono il simbolo dell’apertura della vita familiare ai giardini e al paesaggio circostante. Ma la trasformazione più significativa si raggiunge tra il 1600 e il 1700 quando la villa si adegua ai costumi sfarzosi del tempo e diventa il luogo deputato alle cerimonie, agli spettacoli e alle feste. Fioriscono affreschi nelle sale interne ed elementi decorativi e scenografici nei giardini esterni. In questo periodo l’architettura della campagna lucchese si confronta e si contamina con città del calibro di Firenze, Roma, Vienna e Parigi. Ne è una maestosa dimostrazione Villa Santini Torrigiani di Camigliano che il Marchese Nicolao Santini, ambasciatore della Repubblica di Lucca alla corte del Re Sole, volle trasformare nella “sua Versailles”. Villa Reale di Marlia è invece un esempio del periodo neoclassico per la cui realizzazione vengono interpellati architetti e progettisti provenienti da ogni parte del vecchio continente. Ma il mutato stile di vita imprime un cambiamento definitivo nel modo di concepire la villa e le sue funzioni nell’ultima parte dell’opera. Il periodo napoleonico è caratterizzato, infatti, dalla ricerca di nuove location residenziali. Ed è così che il richiamo del mare spinge le nobili famiglie fino alla costa versiliese come accade per Villa Borbone a Viareggio, costruzione asciutta e sobria completamente immersa in una lussureggiante pineta.
Un racconto appassionato ed emozionate che ripercorre sei secoli di storia attraverso oltre 300 fotografie a colori, scattate dal fotografo Luca Lupi, che illustrano l’immenso patrimonio architettonico che si snoda tra Lucca e Capannori, passando da Collodi per arrivare alla Mediavalle del Serchio con Borgo a Mozzano, Pescaglia e Bagni di Lucca e poi raggiungere Massarosa e Camaiore, fin giù verso il mare della Versilia, a Viareggio.
Il progetto editoriale è della casa editrice PubliEd che da molti anni racconta la lucchesia in volumi di grande pregio artistico. E’ già in cantiere il secondo libro di questa collana: “Giardini lucchesi. Il teatro della natura tra città e campagna”, che sarà pubblicato nel 2017 e racconterà il giardino come espressione autonoma di architettura. I due volumi saranno pubblicati in italiano, inglese, francese e tedesco e distribuiti in tutta Europa, Stati Uniti Canada e Giappone.

No comments

*