Linea telefonica staccata, lucchese vince in tribunale: 2mila euro di rimoborso

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LUCCA – Il Tribunale di Lucca ha condannato una compagnia telefonica a risarcire il danno subito da un utente che si era trovato con la linea telefonica staccata. La vittoria nelle aule del tribunale è avvenuto grazie all’Aducons Toscana – associazione degli utenti e consumatori, alla cui sede di Lucca in via del Crocifisso, si è rivolto una signora lucchese che si era trovata con la linea staccata. Assistita dall’avvocato Stefano Dalle Mura, ha portato la compagnia telefonica fino al grado di appello perché si era vista addebitare illegittimamente delle somme per un contratto che non si era mai perfezionato.

In particolare la signora aveva telefonicamente prestato il proprio assenso a valutare la convenienza di una proposta contrattuale, riservandosi però di accettarla dopo aver esaminato il contratto cartaceo, restituendolo firmato alla proponente compagnia telefonica solamente nel caso lo avesse ritenuto soddisfacente. “Invece – spiega l’avvocato Dalle Mura -, la compagnia telefonica ha automaticamente considerato il contratto già concluso a seguito della telefonata e da allora ha iniziato ad inviare richieste di pagamento alla nostra associata. Non solo: per circa sette mesi fra il 2008 e il 2009 la linea telefonica è rimasta isolata e non funzionante, poiché la nuova compagnia si era inserita indebitamente. Il Tribunale di Lucca ha ritenuto che la compagnia fosse responsabile dei problemi della signora, proprio per essersi inserita senza averne titolo contrattualmente nella linea telefonica. Infatti, per perfezionarsi il contratto deve avere lo scambio di proposta ed accettazione e contenere ai sinsi dell’art. 53 del Codice del Consumo tutte le informazioni prescritte, cosa che non può avvenire telefonicamente. Il giudice ha ritenuto risarcibile il danno, anche come danno non patrimoniale (ex art. 2059 cc) in quanto ha privato per un periodo ti tempo apprezzabile la nostra associata della facoltà di non comunicare con l’esterno, diritto costituzionalmente tutelato”.

Secondo quanto disposto dal tribunale la signora otterrà oltre 2 mila euro oltre alle spese dei due gradi di giudizio.

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