Livorno si riscopre pentastellata, cade il fortino rosso

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LIVORNO (di Alberto Pardini) – Filippo Nogarin del Movimento 5 Stelle è il nuovo sindaco di Livorno, la città simbolo della sinistra che la governava interrottamente da 70 anni, e dove nacque  il Partito Comunista Italiano. Una sconfitta bruciante per il Pd e la sinistra in generale proprio per quello che la città labronica rappresentava a livello simbolico, a portare sulle spalle il peso di questa debacle è Marco Ruggeri, lo sfidante targato Pd, incapace di imporsi al ballottaggio forse anche perché, almeno così si vocifera, non aiutato come si deve da una parte del suo stesso schieramento.

Una sinistra, quella livornese, che già aveva dovuto subire l’onta di andare al ballottaggio per la prima volta nella storia, e che poi ha dovuto cedere al secondo turno con Ruggeri fermo al 47% a fronte del 53% del pentastellato Nogarin, sul quale sono confluiti in massa anche i voti dell’area moderata e non della destra.

“Brucia la sconfitta di Livorno”, ha scritto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi sul suo profilo Facebook,  che ha poi proseguito con la sua personale disamina:  “alla base c’è una crisi economica e occupazionale più grave che altrove e una risposta inadeguata da parte della vecchia classe dirigente di sinistra. Poi la politica ha fatto il resto. Tutti contro il Pd locale diventato il responsabile di tutti i problemi. E anche il Pd diviso e contro se stesso”.

Ma chi è Filippo Nogarin? Quarantaquattro anni, natio di Castiglioncello, il nuovo primo cittadino labronico è un libero professionista del settore Ict,  laureato in ingegneria aerospaziale a Pisa.   Appassionato di fotografia e vela, Nogarin afferma di avere “un carattere che si fa travolgere dalla logica veduta d’assieme più che dal singolo dettaglio”.  Sarà interessante valutare anche la connotazione di Nogarin all’interno dello stesso M5S visti i continui riferimenti fatti in campagna elettorale al collega Pizzarotti di Parma, che sempre più sta diventando il portavoce dei dissidenti all’interno del partito di Grillo e Casaleggio.

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