Lupo scuoiato e appeso a un cartello stradale a Suvereto

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SUVERETO, LIVORNO (di Marta Del Nero) – Un lupo trovato scuoiato e appeso ad un cartello stradale ed un messaggio provocatorio che recita:“no agli abbattimenti, sì alla prevenzione”. E quanto accaduto nei giorni scorsi a Suvereto, dove un gruppo di bracconieri ha compiuto l’infame e feroce atto, prontamente condannato dall’amministrazione comunale che ne ha denunciato la scoperta.

“Questa mattina un gesto infame si è consumato sul nostro territorio – riporta infatti un post del sindaco Giuliano Parodi sulla pagina Facebook dell’amministrazione -. L’amministrazione comunale condanna il crudele gesto e con la collaborazione delle forze dell’ordine, avvistate dall’assessore Torinelli, prontamente recatosi sul luogo, auspica che i colpevoli siano trovati ed esemplarmente puniti”.

Immediato intervento anche per il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, che ha chiesto una relazione dettagliata agli investigatori, e per il Wwf che ha annunciato un esposto alla procura.

Secondo l’associazione animalista, inoltre, questo “è solo l’ultimo di una lunga serie dall’inizio dell’anno, con un episodio simile accaduto in provincia di Grosseto a gennaio ed altri 7 casi di bracconaggio accertati in Liguria e nelle Marche a cui bisogna aggiungere le decine di lupi investiti negli ultimi mesi dalle auto”, per un totale di 300 morti l’anno.

“Un gesto barbaro e vigliacco che condanniamo”, ha poi aggiunto Legambiente che ha sottolineato come simili aberrazioni non siano di giovamento bensì di netto peggioramento alla situazione degli allevatori. Studi scientifici “confermano-infatti- che l’abbattimento di predatori crea squilibri nei nuclei riproduttivi portando a un aumento di predazioni di animali domestici”.

Nella regione, tuttavia, aumenta la preoccupazione per abitanti e allevatori.

A tal proposito si ricorda, infatti, che in tutta la Toscana si calcola attualmente la presenza di 600 esemplari tra lupi ed ibridi, per un totale di 108 gruppi riproduttivi ed una crescita del 50% rispetto al 2013 (72 gruppi).

La maggior concentrazione si troverebbe nelle zone della provincia di Grosseto (60%) mentre la restante percentuale sarebbe situata nella provincia di Siena e nell’area appenninica.

616, infine, è il numero di allevatori che hanno presentato domanda di risarcimento ad oggi, a fronte di un danno regionale complessivo di 1 milione e 45.000 euro.

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