Marroni all’inaugurazione della prima Officina trasfusionale toscana

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TOSCANA – E’ quella dell’Area vasta nord ovest la prima Officina trasfusionale toscana. L’ha inaugurata stamani a Pisa l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, assieme a Valentina Molese, direttore del Centro regionale sangue, Carlo Rinaldo Tomassini, direttore generale dell’AOU Pisana, Maria Teresa De Lauretis, coordinatore dell’Area vasta nord ovest, Luciano Franchi, presidente regionale Avis. Obiettivi della nuova Officina, ottimizzare la lavorazione del sangue e degli emocomponenti, prevenire le criticità nelle scorte grazie all’emoteca informatica e raggiungere standard europei nella produzione degli emocomponenti. A regime, le Officine trasfusionali saranno tre, una per ciascuna Area vasta.

“Questa inaugurazione è importantissima per vari motivi – ha detto l’assessore Marroni – Per capirlo bisogna tornare indietro di 2 anni, al progetto di razionalizzazione di tutto il sistema toscano dei servizi, con la famosa delibera 1235, che ha portato anche alla legge attuale di riforma della sanità toscana. Ebbene, in quel progetto di razionalizzazione complessiva c’era anche la riorganizzazione della filiera del sangue, non tanto il sistema di raccolta, che invece funziona molto bene grazie alle associazioni dei donatori ma soprattutto la parte relativa alla lavorazione degli emoderivati. All’epoca esistevano circa 27 centri di lavorazione in ognuno dei maggiori ospedali toscani, ma quello era un approccio superato poiché nel mondo la tendenza è di centralizzare la lavorazione degli empocomponenti, per ragioni di qualità e sicurezza. Oggi lavorare il sangue è un processo sempre più comp lesso, e soprattutto regolamentato, è a tutti gli effetti come lavorare un farmaco. Da qui la decisione di fare, da circa 27 “centraline”, 3 grandi centrali. Per questo oggi è molto importante aver realizzato qui la prima delle 3 officine trasfusionali di area vasta della Toscana. Si tratta di un grosso lavoro progettuale, dietro c’è stato un investimento di circa 6-700mila euro per cui ringrazio ancora una volta tutti e soprattutto i donatori, perché lavoriamo un prodotto non nostro, che ogni giorno ci viene donato grazie alla loro generosità”.

“Anche io ringrazio tutti – ha detto Valentina Molese, direttore del Centro Regionale Sangue – perché siamo riusciti a fare qualcosa di veramente grande, è il primo passo per dare equità al sistema e ai donatori. Adesso si farà una gara regionale sulla immunoematologia. Sicuramente con l’Officina trasfusionale si garantisce qualità, sicurezza, equità e accountability (responsabilità), nel senso che possiamo dare conto di tutto quello che facciamo e dove va a finire tutto il sangue lavorato. Per la prima volta in Italia abbiamo un sistema informativo dedicato al sangue. E oggi verra’ presentata la bacheca in cui tutti vedranno quanto sangue c’è a livello regionale. Non è finita, abbiamo ancora tante cose da fare, dobbiamo creare i gruppi rari, c’è ancora tanto lavoro da compiere ma il passo di oggi è un grande passo verso il futuro”.

“A noi piace sottolineare – ha aggiunto il presidente regionale Avis Luciano Franchi – che ci sarà “una” Officina con tre sedi – non è un dettaglio solo terminologico – nel senso che ci piacerebbe vedere una strategia unitaria. Dobbiamo fare tanta strada insieme, costruire fiducia nelle strutture, ci auguriamo che rimangano i 39 punti di raccolta pubblici. Ora c’è il motore di questa Ferrari, bisogna costruire la squadra intorno ad essa e capire qual è la mission di ogni singolo punto di prelievo”.

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