Massimo D’Alema a Carrara presenta la costituente del suo nuovo centrosinistra

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CARRARA – ( di Daniela Marzano ) – Un Massimo d’Alema che sembra essersi lasciato alle spalle 30 anni di storia italiana per rifarsi una nuova giovinezza politica, rilanciando un movimento nel centrosinistra dal sapore di rinnovamento, che riprenda i valori della vecchia sinistra e metta in agenda obiettivi prioritari quali il lavoro, l’uguaglianza dei diritti e lo sviluppo economico.

Così si è presentato l’esponente del neonato Movimento Democratico e Progressista nella sala di rappresentanza del Comune di Carrara lunedì pomeriggio, in occasione del convegno “Per la costituente di un nuovo centrosinistra”, in compagnia del giovane dem Tommaso Sasso e del deputato Arturo Scotto, sotto il coordinamento di Narciso Buffoni in compagnia di una folta schiera di vecchie glorie del PD carrarese, Raffaele Parrini e Andrea Vannucci in pole.

E’ stato però il D’Alema di sempre quello che si è presentato ai carraresi, flemmatico e tagliente al tempo stesso, che ha alternato momenti di ilarità ad altri di accesa denuncia.

Com’era prevedibile il bersaglio preferito è stato Matteo Renzi, sul quale non ha risparmiato critiche su tutti i fronti, dall’arroganza con cui ha gestito i rapporti all’interno del partito noncurante delle varie voci, esperienze e culture, all’aver voluto imporre a maggioranza una riforma costituzionale, violando i principi PD e tradendo l’impegno con gli elettori che poi l’hanno bocciata, specie quell’elettorato giovane al quale ha sempre guardato e che si è sempre sentito di rappresentare.

E ancora la disillusione di una crescita economica che, dati alla mano, non c’è stata e il flop del riformismo a tutti i costi, dal Job Act inviso ai lavoratori alla riforma della Buona Scuola odiata dal mondo insegnante.

L’intervento di Massimo d’Alema è riuscito a toccare tutti i temi caldi sui quali la platea era più sensibile, mescolando sapientemente problemi italiani (la mancanza della legge elettorale, il rapporto con i media, la crisi economica con conseguente aumento del divario tra ricchezza e povertà, il testamento biologico, il voto agli immigrati, le disuguaglianze sociali, difesa diritti e dignità del lavoro, problemi della sanità pubblica) e tematiche più generali (la globalizzazione senza regole che ha portato una crescita instabile o il capitalismo selvaggio che ha prodotto squilibri sociali, la corsa agli armamenti e l’imposizione del modello occidentale che suscita la reazione violenta dei popoli minacciati), citando anche Papa Francesco (definito simpaticamente una delle voci più limpide della sinistra mondiale).

In questo pot-pourri di tematiche, è emerso chiaramente il progetto del nuovo Articolo 1  – Movimento Democratico e Progressista, chiamato più volte solamente “Articolo 1”, ignaro del fatto che a Carrara un movimento analogo nel nome e un po’ meno nella corrente è già forza di coalizione di governo della città.

Un movimento, il suo, con un cuore davvero democratico, che vorrebbe salvaguardare la libertà dell’elettore di scegliersi liberamente i propri rappresentanti attraverso il meccanismo delle primarie, con la speranza che ci possa ancora essere un grande partito del centrosinistra unito, ma “con impressa una correzione di rotta” – dichiara D’Alema – “e sicuramente non guidato da uno che ha intenzione di rottamarne una parte”.

Ultima stoccata alla situazione di Carrara, presa ad esempio quando D’Alema auspicava un richiamo al rispetto di regole democratiche, ribadendo come “semplice principio da rispettare” il diritto che “la scelta del sindaco di Carrara venga decisa a Carrara e non a Firenze”, evitando azioni di commissariamento.

Considerando la situazione carrarese che vede contrapposta all’ala renziana, la maggioranza del vecchio PD con alla guida l’ex-vicesindaco Andrea Vannucci, è facile intravedere nella presenza di D’Alema sul territorio un preciso assist elettorale.

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