Matrimoni gay, stop di Alfano e comuni in rivolta. Sel: “Renzi sostenga i sindaci”

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“Siamo colpiti dalla solerzia mostrata dal ministro Alfano nel disporre la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero. Siamo colpiti perché non non pensavamo che le strane intese che sostengono questo governo includessero anche le Sentinelle in piedi né potevamo immaginare che una questione delicata come quella dei diritti civili potesse essere ridotta, da questo governo rivoluzionario, ad una mera questione formale, ad un errore da cancellare in fretta”. Lo afferma la senatrice di Sinistra Ecologia Libertà Alessia Petraglia dopo l’annuncio fatto dal ministro di una circolare ai prefetti perché rivolgano «un invito formale al ritiro ed alla cancellazione» delle trascrizioni di nozze gay contratte all’estero. Alfano ha inoltre avvertito che «in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati».  «Il punto – ha premesso il ministro su Rtl 102.5 – è uno: a ogni evidenza le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci non sono conformi alle leggi italiane». Secondo Alfano, infatti, non prevedendo l’Italia la possibilità di contrarre matrimonio tra persone dello stesso sesso quelle unioni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile.  “E’ vergognoso come il nostro Paese si ostini a non riconoscere i più elementari diritti a quelle coppie omosessuali che scelgono di formare una famiglia – prosegue la senatrice – Dal canto suo, il ministro non ha perso l’occasione per ritagliarsi un ruolo di primo piano in una vicenda che ci lascia ben piantati nel Medioevo. E’ significativo che la meravigliosa rincorsa ai diritti sia partita dai territori, dai sindaci, da chi vive la quotidianità e la vita vera. Questa sorta di editto pronunciato da Alfano sancisce per l’ennesima volta la drammatica distanza che separa il Governo dalla realtà. Comprendiamo la grande difficoltà politica in cui versa il leader di NCD, scavalcato a destra da Renzi e marginalizzato dalla scena pubblica, ma troviamo inaccettabile che giochi sulla pelle delle persone per ritagliarsi un po’ di visibilità”. “Matteo Renzi ha sempre fatto dei diritti civili e della centralità del ruolo dei sindaci due dei suoi argomenti prediletti. Faccia seguire i fatti alle parole: imponga al suo ministro il ritiro della circolare e dia forza ad una iniziativa di grande valore simbolico, partita dal basso grazie all’impegno di tanti suoi ex colleghi sindaci. E’ troppo facile trincerarsi dietro il vuoto legislativo in tema di unioni omosessuali per inseguire il consenso intollerante e settario della destra. La soluzione esiste, giace in Parlamento dall’inizio della legislatura: è il nostro ddl sulle unioni civili. Al premier chiediamo di impiegare al riguardo un decimo della determinazione e della volontà politica che ha messo in questi giorni per distruggere i diritti dei lavoratori: tanto basterebbe per approvare finalmente la legge e far uscire l’Italia dal Medioevo dei diritti”.

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