Meningite C, due casi a Lucca. La Asl: “Sono casi singoli, non un’epidemia”

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LUCC – Menigite C a Lucca, per quanto riguarda il primo caso la Asl 2 evidenzia che risale allo scorso mese di gennaio (in seguito il giovane paziente ha avuto tutta una serie di problematiche sanitarie, alcune delle quali legate strettamente alla patologia altre meno). Nel mese di gennaio il caso è stato segnalato all’osservatorio regionale, ma non ha avuto la stessa evidenza di quello che si è presentato nei giorni scorsi perchè non ha comportato problemi di sanità pubblica: la vicenda è stata gestita come consuetudine dalla struttura di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento della Prevenzione, che ha potuto ricostruire facilmente i contatti stretti del ragazzo. “Su questa tematica è comprensibile la preoccupazione della cittadinanza – e per questo il Dipartimento della Prevenzione ha messo a disposizione il suo personale per fornire le corrette informazioni – ma anche la distanza temporale tra i due casi che si sono presentati sul territorio dell’Azienda USL 2 – spiega la nota stampa -, uno a gennaio, uno ad aprile, evidenzia che non siamo di fronte ad un’epidemia ma a casi singoli.”. L’Asl 2 è preparata per l’emergenza meningite. Che poi, sottolinea l’azienda sanitaria, di emergenza non si tratta, essendo i dati in possesso della stessa assolutamente in linea con la casistica degli anni scorsi. “Non ne facciamo un caso – tuona il direttore generale Joseph Polimeni – né scadiamo in strumentalizzazioni. Il nostro direttore sanitario Lorenzo Roti ha passato l’intera giornata di ieri (20 aprile, ndr) a lavorare per la task force regionale per affrontare le situazioni che si stanno verificando e quanto è emerso dal confronto, dalla necessità di promuovere le vaccinazioni a tutti gli altri passaggi sanitari e necessari ci dà garanzia sul controllo della situazione e della diffusione del batterio”. “Quello che ci preme – dice ancora Polimeni – è diffondere alcune interessanti regole: la necessità della vaccinazione, seppure non esiste nessun obbligo, per i più giovani e la possibilità di vaccinarsi anche fino ai 45 anni per coloro che sono stati o sono potenzialmente a contatto con persone che hanno avuto la meningite batterica. Per il resto basta seguire alcune semplici regole igieniche: lavarsi accuratamente le mani, non starnutire o tossire senza mettersi una mano davanti alla bocca”. Per il resto la psicosi, pur diffusa in questi giorni, è da evitare: “Non è a rischio chi ha incrociato una persona che ha avuto la meningite salutandola dal treno, non è a rischio chi, come noi, sta parlando tranquillamente a normale distanza. Deve invece effettuare la profilassi chi ha avuto un contatto stretto con una persona con la meningite: che significa un bacio, l’uso in comune di un bicchiere o di uno spazzolino, un rapporto sessuale o cose del genere. Qualcuno non si sottopone alla profilassi anche in questo caso? Non possiamo obbligare nessuno a farlo, sta tutto alla coscienza dei singoli”.  Qualche accenno di polemica è arrivato anche dal fatto che l’ultima persona che si ammalata, l’impiegata 27enne di Lucca, non ha trovato posto per le cure al nuovo ospedale San Luca. La motivazione è presto detta: “In questo caso – spiega Polimeni – si sono sovrapposte due esigenze, vista la gravità del caso: la necessità di terapia intensiva e l’isolamento. Al San Luca abbiamo due posti per casistiche del genere ma sfortunatamente erano già occupati. Ma basti pensare che a Pistoia non ci sono neanche quelli, per questo è stato trovato un posto nella vicina Pescia. Per il trattamento dei casi “normali” di malattie infettive, invece, il San Luca dispone di 14 letti di terapia intensiva e di 16 letti per la terapia subintensiva, anche questa situazione che non in molti possono vantare”.

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