Meningite: il punto di vista di favorevoli e contrari alla vaccinazione

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FIRENZE (di Chiara Bini) – Con 21 casi negli ultimi mesi, di cui 4 mortali la meningite sta destando preoccupazione in tutta la Toscana, soprattutto nei genitori che temono per i propri figli. La Regione ha subito messo in atto una campagna di vaccinazione gratuita per ragazzi tra gli 11 e i 20 anni, oltre che per chi, tra 21 e 45 anni, è entrato in contatto con persone colpite da meningite di tipo C.

E proprio i vaccini sono un tema caldo che da tempo vede da un lato i sostenitori della loro efficacia e dall’altro coloro che ne proclamano inefficacia e dannosità.

La vaccinazione contro il meningocco, responsabile della meningite, è prevista entro i primi 2 anni di vita e contrasta 4 delle forme più diffuse di questo batterio (ceppi ACWY). Per fronteggiare la situazione attuale, il richiamo (o la prima dose, nel caso in cui fosse stata saltata) è stato reso gratuito per gli adolescenti. Minimi gli effetti collaterali per chi vi si sottoporrà, dal momento che il vaccino non sfrutta il batterio in forma viva, ma solo alcuni frammenti del suo DNA.

A sostenere le iniziative di Regione e Istituto Superiore di Sanità è la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri): “È un provvedimento che mostra un livello di attenzione opportuno – ha dichiarato Dott. Paolo Biasci, Segretario regionale per la Toscana – e coglie puntuale il nostro Ordine, che il 9 Aprile scorso ha firmato con l’assessore Marroni un accordo regionale, che apre alla possibilità di essere vaccinati dal proprio pediatra di fiducia nel suo studio, invece di fissare appuntamenti presso le strutture sanitarie con tempi più lunghi”.

Nonostante l’ampia risonanza delle notizie legate alla meningite, scarsa è l’informazione sulle modalità di contagio, il quale, spiega il Dott. Biasci, “può avvenire in maniera banale attraverso le secrezioni respiratorie, con contatti stretti diretti, come qualsiasi altra malattia comune come l’influenza, e non a causa di cattive condizioni igieniche, come qualcuno crede”.

Nonostante le rassicurazioni di medici e autorità, le vaccinazioni continuano a sollevare dubbi, portando spesso genitori e non a domandarsi se siano realmente necessarie. Molti gruppi ed associazioni si sono attivati contro di esse, denunciandone effetti tossici come l’insorgenza di patologie quali l’autismo.

In questo clima di scissione è intervenuto il MOIGE (Movimento Italiano Genitori) attraverso il Direttore Generale, Antonio Affinita: La questione meningite in Toscana deve essere inquadrata in una logica di prevenzione strutturata, che si deve sviluppare in maniera coerente e condivisa su tutto il territorio nazionale. Abbiamo fiducia nelle Asl locali e nell’operato dell’Istituto Superiore di Sanità, che è al corrente dell’accaduto e sta monitorando gli sviluppi. Seguiamo con attenzione l’evoluzione della vicenda, tenendo ben presente che la sicurezza dei nostri figli è il tema prioritario su cui tutti si devono muovere”.

Sicurezza e prevenzione per combattere la meningite, ma anche un allarmismo che rischia di diventare più pericoloso della malattia stessa.

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