Mercantile moldava fermata e espulsa da tutti i porti UE

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MARINA DI CARRARA – Sempre intensa l’attività della Guardia Costiera apuana sul fronte della sicurezza della navigazione.
Nella giornata di martedì 20 gennaio infatti, il mercantile “Delphina” battente bandiera della Repubblica Moldava è stato fermato dal personale da un team ispettivo della Guardia Costiera formato da personale Nucleo Port State Control della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara e di Viareggio , a seguito di dettagliata ispezione, eseguita in rada.
La nave è stata fermata per la presenza a bordo di gravi carenze nel sistema di gestione di sicurezza (Safety Management System) e nelle dotazioni di sicurezza di bordo, nonché per evidenti carenze strutturali.
L’unità, costruita nel 1965, era giunta nella rada del porto di Marina di Carrara nella prima mattinata di martedì scorso, senza aver adempiuto agli obblighi di comunicazione circa la propria intenzione di entrare in porto alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Marina di Carrara come imposto dalle norme internazionali e comunitarie in materia di Security marittima. Tale mancanza faceva scaturire il preventivo diniego alla nave di ingresso in porto da parte dell’Autorità Marittima e l’immediata ispezione alla M/N Delphina da parte degli uomini della Capitaneria, direttamente in mare, con unità all’ancora.
Al fermo della nave si unisce il provvedimento di bando, emesso in data odierna, al termine dei lavori di riparazione durati circa sette giorni, e dovuto al fatto che la nave batteva una bandiera inserita nella c.d Black List e che la stessa unità aveva già subito altre detenzioni in precedenza.
All’unità, con tale atto, è stato precluso qualsiasi possibilità di accosto nei porti dei Paesi dell’Unione Europea per un periodo di tre mesi, inoltre è stata erogata una pesante sanzione amministrativa.
Questo bando si aggiunge a ben altri cinque relativi ad altrettante navi detenute e bandite dagli uomini della Guardia Costiera nel porto di Marina di Carrara nell’ultimo triennio, proprio perché anch’esse non rispettavano gli standard minimi imposti dalla pertinente normativa internazionale e conseguentemente espulse nell’anno da tutti i porti della UE.
Le attività di controllo sul naviglio battente bandiera estera, si inquadra nelle ispezioni previste dal c.d. Memorandum di Parigi del 1982 su una certa percentuale di navi (alcune da ispezionarsi obbligatoriamente) che giungono porti nazionali dei Governi contraenti, da cui l’acronimo PSC, Port State Control, “controlli dello Stato del porto di approdo”.
Le attività svolte nell’ambito delle Convenzioni Internazionali, applicabili alle navi mercantili impegnate in viaggi internazionali, tese alla costante verifica delle condizioni di sicurezza, delle condizioni di vita e di lavoro degli equipaggi imbarcati ed alla salvaguardia e tutela dell’ambiente marino.

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