Mostro di Firenze, si riapre il caso: spunta la pista nera

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FIRENZE – Colpo di scena, si riapre il caso del mostro di Firenze. Dopo ben 32 danni dal delitto degli Scopeti, l’ultima delle 8 coppie uccise con la Beretta calibro 22, con un processo che ha visto alla sbarra Piero Pacciani e i “compagni di merende”, da oggi c’è un nuovo indagato: Giampiero Vigilanti, ex legionario, originario del Mugello e ora residente a Prato, 86 anni, legato agli ambienti di estrema destra e ai Servizi Segreti. Una pista “nera”, dunque, con una nuova indagine aperta dal Procuratore Paolo Canessa che legherebbe gli 8 duplici omicidi alla ‘strategia della tensione’.  Vigilanti sarebbe stato sentito da Canessa più volte negli ultimi mesi e condotto nei luoghi dove vennero uccise le coppiette. Secondo la nuova chiave di lettura le vittime del “mostro” non sarebbero state scelte a caso: Stefania Pettini, ad esempio, era figlia di un partigiano di Vicchio, e il giorno del suo delitto era il trentennale della Liberazione e secondo gli inquirenti alcuni dettagli potrebbero far pensare ad una esecuzione nazifascista. La giovane donna fu ferita con 96 coltellate e il suo assassino la penetrò in vagina con un tralcio di vite. Particoare, questo, che evoca le donne uccise dalle SS di Walter Reder nell’eccidio di Vinca avvenuto il 24 agosto 1944, dove alcune furono impalate e ad una fu strappato il feto. Nello stesso anno dell’omicidio, era il 1974, in Italia avvennero la strage fascista di Brescia e l’attentato sul treno Italicus. Nel 1981, anno in cui il mostro uccise due volte, scoppiò lo scandalo della P2. Quando furono rese pubbliche le liste degli iscritti alla loggia segreta di Licio Gelli, due settimane più tardi  il “mostro di Firenze” uccise Carmela Di Nuccio e Giovanni Foggi a Scandicci. Tanti i depistaggi nell’indagine dell’epoca, quando la Procura fiorentina era diretta da Piero Vigna.  Al neo indagato, nel ’94, dopo un esposto di un vicino, la Polizia trovò in casa 180 proiettili Winchester serie H, gli stessi del mostro. Secondo la Procura Giampiero Vigilanti ebbe un ruolo negli omicidi delle coppiette. Un nuovo indagato, quindi, una nuova pista e una nuova chiave di lettura per far luce sui delitti del mostro di Firenze. Sviluppi nuovi nell’inchiesta mai chiusa sugli otto duplici omicidi che hanno terrorizzato le colline toscane dal 1968 al 1985. Con l’ingresso di un ex legionario di Prato, i carabinieri del Ros e il pm Paolo Canessa, indagano sui possibili nessi tra i delitti seriali delle coppiette e stragi, attentati e misteri di quegli anni, in gran parte collegati al mondo dell’eversione nera. Il collegamento, potrebbe essere proprio l’ex legionario, personaggio legato ad ambienti dell’estrema destra ma anche a Pietro Pacciani, il contadino di Mercatale Val di Pesa morto mentre stava per essere processato di nuovo dopo l’annullamento della sua assoluzione in appello. Ad indicare i possibili collegamenti tra gli omicidi delle coppiette e la ‘strategia della tensione’ anche un esposto, presentato nel 2013 dall’avvocato Vieri Adriani, il legale della coppia di francesi uccisa nel settembre del 1985 agli Scopeti di San Casciano.

 

 

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