Munizioni, 33mila cartucce custodite abusivamente: nei guai un lucchese

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PISA – Nella giornata di ieri, personale della Divisione Polizia Amministrativa della Questura ha posto sotto sequestro il deposito per la vendita di munizioni presso un campo di tiro a volo del comune di Pisa, nonché di circa 33000 cartucce custodite abusivamente, come disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pisa Giulio Cesare Cipolletta, su richiesta del Pubblico Ministero della locale Procura della Repubblica Flavia Alemi.
Al riguardo, a seguito di un controllo espletato qualche giorno prima, da personale della locale Squadra di Polizia Amministrativa, diretta dal Primo Dirigente, Santi Allegra, si accertava che il titolare del suddetto deposito, un cittadino residente a Lucca di 61 anni, aveva violato le prescrizioni imposte dalla normativa vigente e dalla relativa licenza prefettizia, a tutela dell’incolumità pubblica.  In particolare, gli accertamenti dei poliziotti hanno consentito di verificare che il titolare aveva destinato l’ufficio segreteria a magazzino per il deposito e la vendita delle cartucce, accatastate in terra e sugli scaffali, senza rispettare le prescritte regole di sicurezza, destinando in tal modo, di fatto, un locale inidoneo come l’ufficio di segreteria a deposito di armi e cartucce. Inoltre, si accertava che il titolare non aveva provveduto a richiedere al locale Comando provinciale dei Vigili del Fuoco il rinnovo del certificato di prevenzione incendi, obbligatorio per la detenzione e la vendita di materie esplodenti, svolgendo pertanto detta attività in maniera abusiva.  Alla luce di quanto sopra, atteso che il locale ove erano custodite armi e munizioni era sprovvisto dei requisiti necessari per la detenzione e vendita, violando così le disposizioni di legge in materia di sicurezza pubblica, la Divisione Polizia Amministrativa della Questura ha proceduto a denunciare alla Autorità Giudiziaria il titolare del locale, per il reato di cui all’art. 678 codice penale, per aver detenuto in deposito materie esplodenti senza le prescritte cautele imposte dalla Commissione tecnica provinciale per le materie esplodenti e dalla licenza rilasciata dall’Autorità di Polizia, a tutela dell’incolumità pubblica, con relativo sequestro del locale e di circa 33.000 cartucce per il tiro a volo. Sulla scorta di quanto accertato, il G.I.P., ritenendo sussistente il grave quadro indiziario prospettato, al fine di impedire la protrazione dell’illecita attività posta in essere, ha convalidato il provvedimento cautelare di sequestro preventivo del locale, non in regola con le disposizioni di legge, sotto il profilo della sicurezza e della tutela dell’incolumità pubblica.

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