Muore l’ultimo partigiano: addio Lilio, che la terra ti sia lieve

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LUCCA – Se Viareggio piange ancora Didala Ghilarducci, la “partigiana per amore, oggi Lucca piange Lilio Giannecchini,  il “Toscano” comandante della Brigata Oreste, ultimo partigiano della luccesia. 89 anni, Giannecchini, ex direttore dell’Istituto Storico della Resistenza, si spento ieri sera verso le 23.30 all’ospedale San Luca, dopo che, quattro mesi fa, era caduto dalla sua bicicletta. Morto in solitudine, e, come raccontano gli amici, “lasciato solo dalle istituzioni”.  I funerali sono fissati per domani alle 15.30 alla Chiesa di San Pietro Somaldi.  i, si è arreso alla malattia che in quattro mesi, dopo la caduta di bicicletta, lo aveva relegato a lungo in un letto di ospedale. “Se ne va – dice l’amico Paolo Bottari – lasciando tante questioni in sospeso e soprattutto, con la colpa, secondo il sottoscritto, della mancanza di una riabilitazione ufficiale della sua figura per quanto di buono ha fatto per tener viva la memoria dei caduti nella seconda guerra mondiale. Era un suo vanto quello di aver portato l’Istituto Storico della Resistenza di Lucca ad essere uno dei centri di documentazione più importanti della Toscana e l’aver realizzato più di quaranta monumenti alla memoria dei caduti su tutto il territorio provinciale. Vice-comandante della Brigata Oreste, in Liguria, Lilio o meglio Toscano come amava farsi chiamare, ha scritto pagine di storia, nella battaglia di Pertuso, protagonista della resa dei tedeschi in quelle terre ma soprattutto fino a che ha potuto ha dato il suo contributo di ricercatore e storico agli studi del secondo conflitto mondiale sulla nostra terra, non dimenticandosi mai di onorare le varie ricorrenze e provvedendo lui stesso al restauro e pulizia dei monumenti. Ma essere profeti in patria è difficile e dopo il suo allontanamento dalla guida dell’Istituto Storico della Resistenza – prosegue Bottari -, è stato volutamente dimenticato e abbandonato. Ma la memoria storica non si cancella e allora quando la salute ha cominciato a dare segni di cedimento, Lilio non si è mai arreso ma a sconfiggerlo, prima ancora che la morte, è stata la burocrazia che per lungo tempo gli ha impedito di esaudire il suo ultimo desiderio di potersi trasferire in Liguria. Una vera sconfitta per la macchina burocratica pubblica che, a dispetto delle buone intenzioni e delle tante persone in gamba che hanno cercato di dare una mano, ha avuto il sopravvento sul più coriaceo dei combattenti. Di questo ci rammarichiamo, quei pochi amici rimasti, al di là di strumentalizzazioni che in più tempi e anche di recente è stato fatto oggetto. Per lui qualcosa di più, la sua terra poteva fare”.  Buon viaggio compagno, che la terra ti sia lieve.

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