“Nient’altro che la verità – La mia vita per la giustizia fra misteri, calunnie e impunità”

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LUCCA – Si terrà mercoledì 27 gennaio, alle ore 16.30, nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca (Piazza San Martino n° 7), la presentazione del libro “Nient’altro che la verità” del magistrato Gian Carlo Caselli scritto con il giornalista Mario Lancisi. Durante l’incontro Caselli sarà intervistato dal giornalista Marco Innocenti per un viaggio nei ricordi di una vita dedicata alla magistratura e alla giustizia.

“Il libro – spiga la casa editrice Piemme – è una riflessione sferzante sull’attualità politica e giudiziaria alla luce di oltre cinquant’anni di carriera nella magistratura. Gian Marco Caselli – il magistrato più scomodo d’Italia rievoca le tappe fondamentali, i valori, gli amici e i nemici che hanno segnato la sua avventura umana e professionale. E’ la storia vera di un uomo di legge che ha dedicato la propria vita alla giustizia, pur consapevole dei limiti delle norme. Una storia raccontata per la prima volta senza reticenze, senza tralasciare i dettagli più inquietanti: misteri, calunnie, colpi bassi e depistaggio. Un viaggio che non dimentica le radici familiari e culturali, la fede religiosa e la laicità sempre coltivate, insieme a quella passione per il senso ultimo della legge: la difesa del debole, affinché chi è diseguale possa sempre crescere in eguaglianza rispetto agli altri”.

GIAN CARLO CASELLI è nato ad Alessandria il 9 maggio 1939. Ha cominciato la sua carriera in magistratura a Torino, come giudice istruttore impegnato in indagini sul terrorismo, in particolare sulle Brigate rosse. Dal 1986 al 1990 è stato membro del Consiglio superiore della magistratura. Ha diretto la procura di Palermo dal 1993 al 1999, dalla cattura di Totò Riina ai grandi processi su mafia e politica. Dal 1999 al 2001 ha diretto il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e in seguito è stato il rappresentante italiano presso Eurojust. Dopo aver ricoperto il ruolo di procuratore generale presso la Corte d’appello di Torino, il 30 aprile 2008 viene nominato procuratore capo. Ha lasciato la magistratura nel dicembre 2013. Ha pubblicato vari saggi. I più recenti sono stati bestseller in libreria: Le due guerre e Assalto alla giustizia (entrambi con la collaborazione di Stefano Caselli, Melampo, 2009 e 2011); Di sana e robusta Costituzione (Add editore, 2010); Vent’anni contro. Dall’eredità di Falcone e Borsellino alla “trattativa”, con Antonio Ingroia e Maurizio De Luca (Laterza, 2013).

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