Niente porto turistico a Carrara? Il Cna: “E noi portiano la nautica in Liguria”

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CARRARA – Niente porto turistico? E noi portiamo la nautica nella vicina Liguria. Cna pensa ad un percorso di “delocalizzazione” interregionale: trasferire nella limitrofa regione Liguria ricca di sbocchi sul mare e di aree artigianali appetibili, il comparto della diportistica attraverso incentivi e “agevolazioni”.

E’ molto più di una provocazione quella a cui la principale associazione degli artigiani (info su www.cna-ms.it) sta lavorando da alcuni giorni. Imprevedibili (o forse si) i contraccolpi: riduzione del gettito sul territorio, “spostamento” degli occupati del settore e delle ragioni sociali. Ma non solo. A scatenare la reazione le linee guida del Piano Paesaggistico regionale che ha, di fatto “cancellato” il progetto del porto turistico alla Foce del Lavello; progetto su cui Cna, ed il mondo della nautica prima sedotto poi abbandonato, invocano da un decennio. “Condividiamo – spiega Paolo Bedini, Presidente Provinciale Cna – il principio di tutela del paesaggio a cui si ispira il Pit. Siamo ben coscienti e consapevoli dell’importanza di uno strumento che disciplina e cerca di fare ordine, ma pensiamo anche che il Pit debba avere ricadute positive per la riqualificazione del territorio. Cancellare il progetto del porto turistico ed annessa riqualificazione dell’area retro-portuale, un progetto su cui il territorio discute da più di dieci anni e sul quale finalmente aveva trovato una sintesi, non produrrà nessun effetto positivo. Quell’area resterà esattamente così come la vediamo oggi, e come la conosciamo; perderemo ancora una volta una straordinaria occasione di dare un futuro al nostro turismo, alla nostra economia, alle nostre famiglie”. Cna ci tiene a precisare che “non intende contrapporsi alla logica ambientalista, anche perché – prosegue il Presidente – alcune categorie che rappresentiamo sono la massima espressione ed il soggetto attuatore di attività funzionali alla diffusione di tecnologie volte al miglioramento dell’efficienza energetica, e grazie in parte a loro lavoro si potranno raggiungere gli obiettivi europei del 2020 che superano il protocollo di Kyoto. Crediamo però che le imprese che rappresentiamo e che hanno investito sul territorio, creando occupazione, contribuendo al versamento di tasse locali, basandosi sulla possibilità di avere uno sbocco a mare, debbano avere una risposta chiara in merito”. Bedini svela poi i retroscena della “trattativa” e della valutazione per favorire il trasferimento di alcune aziende in Liguria: “Non nascondiamo che sono in corso una seria valutazione per trasferire tutte le aziende nautiche in altra Regione, che come la vicina Liguria, che negli anni ha dimostrato come nella costruzione di approdi turistici, si possa coniugare sia l’aspetto ambientalista, che quello economico. Economico non solo per le aziende che rappresentiamo ma anche per l’occasione che un territorio può avere da una riqualificazione di un comprensorio, dove si possono sviluppare attività correlate, dove con la nuova riqualificazione si possa interrompere l’utilizzo del territorio a fini illegali. La nautica che opera sul nostro territorio non ha mai avuto in cambio, rispetto a quello che ha creato e portato, opportunità; le imprese locali, stante queste condizioni, non possono più garantire il livello occupazionale, non possono più garantire il gettito in tassazione locale, non possono fungere più da ammortizzatore sociale”.

Infine, un’ultima stoccata: “Oggi più che mai le nostre imprese oltre ad affrontare la crisi economica, devono fare i conti con l’ottusità di chi vuole porre in essere delle scelte che condizioneranno il futuro del territorio limitandone lo sviluppo e le potenzialità. Purtroppo ci stiamo rendendo conto che la politica attuale è totalmente inadeguata a rappresentare gli interessi delle imprese. Vengono prese decisioni senza avere la minima conoscenza delle tematiche di cui si tratta e magari nell’intento di tenere relegata la nostra provincia ai fanalini di coda dell’economia, per poter meglio gestire e favorire altre zone toscane. Rimane il rammarico – conclude Bedini – di rappresentare l’interesse di una categoria, quella degli artigiani e dei piccoli imprenditori, un in una zona abituata al disfare”. Sulla vicenda non può mancare anche il commento del Presidente Provinciale di Cna Nautica, e tra i maggiori promotori dell’operazione porto turistico, Carlo Alberto Tongiani. Il suo pensiero è un misto di “rabbia ed incredulità”: “dopo oltre vent’anni di chiacchiere, dibattiti, – analizza – un piano regolatore portuale bocciato, sei progetti di porto turistico fatti da privati e non certo nati per caso, un nuovo piano regolatore in gestazione e pronto per l’adozione, milioni di euro spesi, sia pubblici che privati, qualcuno ha pensato bene di inserire due righe nel contesto di duemila pagine del Piano che possono cancellare tutto. Due righe che dicono: in quell’area non si può costruire nulla. Comprenderemmo argomentazioni dimostrate di eco sostenibilità’, di correnti anti-erosione ma due righe sono la sintesi dell’assurdo”. Tongiani spera in qualche intervento “altrimenti – spiega – in molti dovranno arrossire per le promesse non mantenute, in modo veramente misero, per uno sbocco al mare per la nautica da diporto che nella nostra provincia tanto ha dato e tantissimo può ancora dare in futuro. La soluzione di far traslocare la nostra nautica in Liguria non è una soluzione da escludere”.

 

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