Non mandano i figli a scuola, denunciati 55 genitori

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PISA – La dispersione scolastica è spesso sinonimo di degrado sociale. Ad esso conseguono fenomeni correlati che assurgono al ruolo di vere e proprie piaghe sociali.

Il bullismo, l’uso delle droghe e le più disparate forme di microcriminalità trovano spesso linfa vitale da soggetti minorenni che, appunto, vengono sottratti al mondo della scuola.

Anche Pisa non fa purtroppo eccezione.  La presenza dei campi nomadi esistenti ai margini della città costituisce indubbiamente un fattore di rischio aggiuntivo che, nel nostro territorio, incide significativamente.

E’ quanto emerso da una serie di mirati servizi disposti dall’Arma di Pisa nel corso dell’anno scolastico appena conclusosi, nel cui ambito sono venute alla luce  situazioni di degrado familiare altrimenti destinate a rimanere sommerse.

I casi di maggiore rilievo sono emersi a Pisa, dove i Carabinieri della locale Compagnia, al comando del Maggiore Stefano Bove, hanno deferito alla locale Procura della Repubblica 55 persone, tutti genitori o esercenti la patria potestà di soggetti minori domiciliati negli insediamenti rom di Riglione e San Piero a Grado.

Le persone denunciate omettevano di inviare i loro figli a scuola. L’ipotesi loro contestata è quella di cui all’art. 731 del C.P. (inosservanza dell’obbligo di istruzione elementare dei minori). Alla denuncia è seguita l’immediata comunicazione ai servizi sociali per gli interventi di competenza.

Pisa, ma non solo. Anche fuori dal capoluogo i risultati sono stati positivi, seppur nel contempo indicativi della diffusione complessiva del fenomeno.

Particolari casi d’interesse sono infatti emersi a Pontedera, Navacchio e Ponsacco (6 le persone complessivamente denunciate, mentre altri approfondimenti sono in corso nel Comune di Bientina).

Negli istituti dell’area sanminiatese è stata accertata la dispersione scolastica di 12 minori, di cui 3 italiani e 9 stranieri, con accertamenti ancora in corso nei confronti dei genitori, resisi responsabili della medesima violazione di legge.

Un ulteriore caso a Riparbella, dove sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria due coniugi marocchini che non mandavano i loro due bambini a scuola (1a ed 3a elementare).

L’auspicio è di riuscire ad incidere i maniera sempre più significativa per il contenimento di tale fenomenologia delittuosa che, come sopra evidenziato, può dar luogo a pericolose forme di criminalità indotta. In tale contesto, si coglie l’occasione per ringraziare i dirigenti scolastici che hanno collaborato con l’Arma nell’individuazione dei casi descritti e di altre attività più marginali.

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